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Ilaria Nocentini, trainer Sca e barista, spiega: «Il caffè per me è una forma di comunicazione»

Il mondo del caffè è una filiera complessa, all'interno della quale si muovono ad ogni livello, numerose figure femminili: dalla raccolta nei Paesi d'origine, sino all'operatrice che prepara la bevanda all'utente finale. Ecco il punto di vista della barista Ilaria Nocentini

Ilaria Nocentini
Ilaria Nocentini

MILANO – All’interno del circolo della Specialty Coffee Association, il nome di una donna che di caffè se ne intende per professione: Ilaria Nocentini. Trainer Sca e barista, che ha fatto della bevanda il suo pane quotidiano.

Ilaria Nocentini: cos’è per lei il caffè

“Il caffè per me è una forma di comunicazione perché il caffè stesso ha qualcosa da raccontare. ”

Qual è il suo mestiere?

“Sono una barista e trainer Sca”.

Quando ha deciso che questo sarebbe diventato il suo lavoro?

“Il primo approccio al caffè è stato casuale; la cultura del caffè è diventata la mia strada quando ho capito che dietro ad una tazzina c’è tutta una storia da raccontare, fatta di persone, attività, culture diverse; ricerca e dedizione che pochi immaginano.”

E’ stata una scelta di vita o solo professionale?

“Non è stata solo una scelta lavorativa, ma è diventata una scelta di vita nel momento in cui ho realizzato la natura interpersonale del caffè.

Ilaria Nocentini: c’è stato un momento in cui ha pensato di non farcela?

“Ci sono stati di sicuro dei momenti di crisi, ma oggi il mio timore più grande è quello di non comunicare a pieno l’importanza della qualità di una tazzina di caffè. Per questo ogni giorno io, come altri colleghi, sono in prima linea nel divulgare la cultura del caffè.”

Il messaggio di Ilaria Nocentini alle giovani

“Alle giovani donne suggerirei di approcciarsi al caffè con una visione a 360 gradi di questo meraviglioso prodotto della terra, senza considerare mai il mestiere di barista come un semplice lavoro.”

Pensa che, all’interno del suo ambito professionale, sia stato più difficile come donna, affermarsi?

“Non ho rilevato pregiudizi di genere all’interno di questo ambito professionale, però, come in tutte le professioni, è più difficile per la donna affermarsi conciliando carriera e famiglia.”

Come ha visto evolversi il settore del caffè nel suo ambito specifico professionale?

“Nell’ultimo decennio sicuramente si sta passando dalla massificazione applicata al caffè ad una cultura che ricerca invece maggior qualità, che sceglie un caffè in base alla sua provenienza e alla sua modalità di produzione, indipendentemente dal costo finale.”

Qual è il tocco femminile che aggiunge qualcosa in più al suo lavoro?

“Secondo me il tocco femminile consiste nella carica emozionale con cui io stessa ogni giorno mi avvicino al caffè, avendo davanti agli occhi donne che lavorano nelle piantagioni, donne che selezionano i chicchi migliori, donne che devono portare i figli appresso perché in molti di quei paesi mancano quelle strutture sociali che per noi sono realtà consolidate.

Avverto dunque, come ultimo anello di una catena, la responsabilità di tutte quelle figure femminili che ogni giorno lavorano per soddisfare il cliente finale. Ed è questo il messaggio che vorrei trasmettere a tutte le persone ogni anno per il 1’ di ottobre.”