giovedì 11 Aprile 2024
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Il lato emotivo delle caramelle: per 4 italiani su 10 riportano la nostalgia del passato

Scendendo nel particolare, tra i ricordi che rimandano ai dolci sono stati indicati i profumi e i sapori della propria infanzia 41%), i momenti di gioia e di festa (31%), i pomeriggi a casa (24%), i viaggi in macchina (23%), e infine le persone di famiglia (23%)

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MILANO – Un tuffo nel passato non può non richiamare ricordi che vedono protagoniste le caramelle: un viaggio di famiglia, un momento di dolcezza con le persone care, le feste con gli amici. Memoria di un tempo passato che riporta alla luce immagini della propria vita da conservare nel cuore.

Del resto, secondo la ricerca BVA DOXA – Unione Italiana Food, per 4 italiani su 10 (41%) la prima cosa che viene associata a livello emotivo alle caramelle è il ricordo dell’infanzia. Scendendo nel particolare, tra i ricordi che rimandano alle caramelle gli italiani indicano i profumi e i sapori di quando erano piccoli (41%), i momenti di gioia e di festa (31%), i pomeriggi a casa (24%), i viaggi in macchina (23%), e infine le persone di famiglia (23%).

Dai baby boomer alla generazione Z: le caramelle preferite

Le caramelle sono un alimento capace di attraversare le generazioni e incontrano, grazie alla propria versatilità, i gusti di tutti, con delle differenze. Dallo studio BVA DOXA – Unione Italiana Food emerge come millennials (dai 26 ai 41 anni) e Generazione Z (under 25) preferiscono le caramelle classiche con lo zucchero (53%), mentre il “senza zucchero” è una tipologia scelta in media di più dalla Generazione X (60%) a cui appartengono gli italiani da 42 ai 57 anni.

Se le caramelle alla menta (62%) e alla liquirizia (48%) sono una prerogativa dei Baby Boomers (dai 58 ai 77 anni), scopriamo che la Gen X ha un debole per le caramelle agli agrumi (50%). Mentre gusti come il caramello (26%) e la cola (29%) attraggono più della media i giovani della Gen Z. 

Tra le tipologie di caramelle, morbide e gommose (35%) sono le preferite soprattutto da Millennials e GenZ mentre la Generazione X, rispetto alle altre, ama di più le geleé (52%).

 Per esplorare il mondo dei ricordi legati alle caramelle, Unione Italiana Food ha chiesto a 4 personaggi del mondo dello spettacolo – ognuno appartenente a una generazione diversa – di mettere a fuoco un’immagine, una situazione o un evento passato in cui la caramella è stata protagonista.

Anna Pettinelli e il ricordo della nonna

A partire dai baby boomers, con Anna Pettinelli, conduttrice radiofonica e televisiva: “Il ricordo legato alla caramella mi riporta a mia nonna, che ne era molto golosa, in particolare dei croccantini di torrone ricoperti al cioccolato e di quelle ripiene di latte. Lei era molto gelosa delle sue caramelle e anche un po’ avara: a me e mia sorella ne dava al massimo una al giorno”.

Pettinelli continua: “Finché scoprimmo che le nascondeva in una vecchia borsa nel suo armadio, e ogni volta andavamo a prenderle a sua insaputa integrando la nostra razione quotidiana con altre 2- 3 caramelle. Non se ne accorse mai e questo piccolo segreto, che univa me e mia sorella, era un gioco che ci divertiva moltissimo. Le caramelle allora portavano con sé il fascino del proibito, in primis perché le mangiavamo di nascosto e poi perché erano le caramelle dei grandi”.

Pettinelli conclude: “Ancora oggi le caramelle fanno parte del mio quotidiano, in particolare i confetti ripieni di liquirizia. Rappresentano un premio, una coccola, le consumo anche quando sono in radio e durante i viaggi: c’è sempre una caramella con me”.

Sonia Peronaci: “Le caramelle? Un dolce ricordo di famiglia custodito in un vaso di vetro”

A seguire troviamo il ricordo di Sonia Peronaci, imprenditrice digitale, scrittrice, conduttrice televisiva e cuoca, appartenente alla Generazione X.

“Le caramelle sono una presenza che mi ha accompagnata per tutta la vita e oggi sono un vero e proprio cibo del ricordo. Mi riportano ai tempi in cui mia nonna, che viveva con noi, conservava i suoi bon (rigorosamente al miele o al rum) in una scatola di latta nel cassetto del comodino, come un dolce rimedio contro il mal di gola o come coccola dolce per sé e per noi nipoti. Anche mio papà ne era ghiotto e ne acquistava di tutte le varietà, che custodiva come un prezioso tesoro in un grande vaso di vetro in camera sua e quando arrivavano i nipoti le elargiva generosamente. Insomma: per me le caramelle sono un dolce ricordo avvolto in carta di mille colori!”

Andrea Dianetti: “Sento ancora l’odore delle caramelle alla liquirizia delle giostre”

Andrea Dianetti, attore e cantante millennial, descrive così il suo rapporto emotivo con le caramelle:

“Ogni volta che vedo le liquirizie o “riquilizie”, come le chiamavo da piccolo, penso subito a mio nonno, che quando mi portava alle giostre dopo scuola mi prendeva sempre un sacchetto di carta bianca pieno di quelle caramelle alla liquirizia che erano il premio per come andavo a scuola. Altre volte invece sceglievo le caramelle gommose frizzanti ed era una bella sorpresa, ogni volta, sapere di poter trovare gusti sempre diversi. Appena ne sento l’odore di colpo ho 6 anni, il mondo è un posto tutto da scoprire, ed io ero felice e non lo sapevo.”

Carola Puddu, ballerina grazie ad una caramella

Chiudiamo con la Gen Z: Carola Puddu, ballerina professionista, la cui carriera cominciò grazie a una caramella.

“Le caramelle per me hanno una valenza molto importante in quanto si legano al ricordo dell’inizio del mio percorso artistico nell’Accademia dell’Operà di Parigi, dove ho studiato per 10 anni. Quando avevo 8 anni i miei genitori mi portarono lì per un provino e io, ignara che si trattasse di un’audizione, passai il primo round. Il giorno seguente quando capii effettivamente che si trattava di un’audizione ho finto di star male perché non mi sentivo di farla ma alla portineria una signora che aveva delle caramelle gommose alla frutta mi ha convinto, promettendomi di regalarmele se avessi fatto il provino. Non ci pensai due volte, presi coraggio e andò tutto bene. Le caramelle, quindi, hanno segnato un momento molto importante della mia vita artistica e ancora oggi le consumo: ne ho sempre qualcuna in borsa quando vado in scena.”

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