venerdì 24 Maggio 2024
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Il dolcificante nel caffè potrebbe aumentare il rischio di infarto e ictus

Stanley Hazen, presidente del Dipartimento di scienze cardiovascolari e metaboliche presso il Lerner Research Institute e co-responsabile di cardiologia preventiva alla Cleveland Clinic: “Il nostro studio indica che, quando i partecipanti hanno consumato una bevanda zuccherata artificialmente con una quantità di eritritolo presente in molti alimenti trasformati, hanno mostrato livelli della sostanza notevolmente elevati nel sangue per giorni. Livelli ben superiori a quelli che, in base a osservazioni, sono risultati in grado di aumentare i rischi di coagulazione. È importante che vengano condotti ulteriori studi sulla sicurezza Per esaminare gli effetti a lungo termine dei dolcificanti artificiali in generale, e dell’eritritolo in particolare, sul pericolo di infarto e ictus, specie nelle persone più a rischio di malattie cardiovascolari“

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I ricercatori hanno esaminato dati relativi a oltre 4mila persone tra Usa ed Europa. Il risultato? Apparentemente le persone con livelli più elevati di eritritolo nel sangue, un polialcol naturalmente presente nella frutta e nei cibi fermentati e dolcificante, mostravano un rischio alto di gravi eventi cardiaci avversi come infarto, ictus o morte. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Andrea Iustolin pubblicato sul portale Tag 24.

I possibili rischi del dolcificante nel caffè

MILANO – Dolcificanti nel caffè? L’ eritritolo, un polialcol naturalmente presente nella frutta e nei cibi fermentati, è associato a un rischio aumentato di infarto e ictus, secondo uno studio della Cleveland Clinic americana pubblicato su ‘Nature Medicine’. I ricercatori hanno esaminato dati relativi a oltre 4mila persone tra Usa ed Europa, rilevando che “quelle con livelli più elevati di eritritolo nel sangue mostravano un rischio alto di gravi eventi cardiaci avversi come infarto, ictus o morte“.

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Gli autori hanno inoltre analizzato gli effetti dell’aggiunta di eritritolo al sangue intero o alle piastrine isolate, osservando che l’eritritolo favoriva l’attivazione delle piastrine che dà origine a coaguli. Anche studi preclinici hanno confermato che l’ingestione di eritritolo aumenta la formazione di coaguli. Gli scienziati sottolineano l’importanza di studi di follow-up per confermare questi risultati nella popolazione generale.

Il lavoro pubblicato presenta infatti diversi limiti, precisano, tra cui il fatto che “gli studi di osservazione clinica – tengono a puntualizzare – dimostrano l’associazione e non la causalità“. Indicano cioè il legame fra due eventi (in questo caso alti livelli ematici di eritritolo e un maggior rischio di infarti o ictus potenzialmente mortali), ma non il rapporto causa-effetto.

“La popolarità degli edulcoranti come l’eritritolo è cresciuta rapidamente negli ultimi anni, ma è necessaria una ricerca più approfondita sui loro effetti a lungo termine – afferma l’autore senior dello studio Stanley Hazen, presidente del Dipartimento di Scienze cardiovascolari e metaboliche presso il Lerner Research Institute e co-responsabile di Cardiologia preventiva alla Cleveland Clinic -. Le malattie cardiovascolari aumentano e rappresentano la prima causa di morte a livello globale. Dobbiamo assicurarci che i cibi che mangiamo non vi contribuiscano“.

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