giovedì 29 Febbraio 2024
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Aspartame: se il dolcificante aumenta l’ansia con i composti chimici che si formano con l’assunzione

Una ricerca scientifica individua un nesso tra lo stato d'animo e l'utilizzo di aspartame. La possibile causa va ricercata nei composti chimici che si formano dopo l’assunzione

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MILANO – Gli specialisti di scienza dell’alimentazione Giorgio e Caterina Calabrese hanno scritto per il sito repubblica.it un interessante articolo sul dolcificante aspartame. In sintesi: una ricerca scientifica individua un nesso tra lo stato d’animo e l’utilizzo di aspartame. La possibile causa va ricercata nei composti chimici che si formano dopo l’assunzione. Riportiamo alcuni passi dell’articolo. Per leggerlo completo basta cliccare qui.

Ansia e uso di dolcificanti ci potrebbe essere un nesso? Parrebbe di sì. Dopo anni di guerra allo zucchero accusato di provocare danni alla salute. A torto o a ragione è sembrato risolutivo sostituire lo zucchero con i dolcificanti, ma ultimamente sono emerse delle problematiche che non depongono a favore del loro uso. In particolare un dolcificante di sintesi: l’aspartame, pare sia il più dannoso.

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Questa sostanza è attualmente usata come ingrediente in più di 6000 alimenti tra cui gomme da masticare, dessert, yogurt, vitamine, medicinali e bevande dietetiche. L’Autorità Europea di Sicurezza Alimentare (EFSA) ha fissato la dose giornaliera accettabile (DGA) di aspartame in 40 mg al giorno per ogni kg di peso corporeo. Mentre per l’autorità statunitense Food and Drug Administration (FDA) la dose giornaliera è di 50 mg. per ogni kg di peso corporeo. Se per esempio, se si considera un peso di 60Kg la dose massima giornaliera risulterebbe di 2.400-3.000 mg.

Per l’Unione Europea l’etichetta sui prodotti alimentari contenenti aspartame deve dichiarane la presenza, indicandone oltre al nome o il suo numero corrispondente con la E davanti dunque E951. Alcuni ricercatori del Florida State University College of Medicine hanno in una ricerca su cavia hanno collegato il consumo di aspartame, al comportamento ansioso dei topi. Questo formulato è ampiamente impiegato come dolcificante artificiale in almeno 5.000 cibi e bevande dietetici. Si è accertato che oltre a produrre ansia in queste cavie che hanno consumato l’aspartame, gli effetti negativi si sono estesi fino a due generazioni dai maschi esposti al dolcificante. Lo studio è pubblicato negli Atti della National Academy of Science.

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“Ciò che questo studio sta dimostrando è che bisogna guardare indietro ai fattori ambientali, perché ciò che si vede oggi non è solo ciò che sta accadendo oggi, ma ciò che è accaduto due generazioni fa e forse anche di più”, ha detto il coautore Pradeep Bhide, il Jim e Betty Ann Rodgers Eminent Scholar Chair of Developmental Neuroscience presso il Dipartimento di Scienze Biomediche. Lo studio è nato, in parte, a causa di precedenti ricerche del Bhide Lab sugli effetti transgenerazionali della nicotina sui topi. La ricerca ha mostrato cambiamenti temporanei o epigenetici, negli spermatozoi dei topi. A differenza dei cambiamenti genetici, dette mutazioni, i cambiamenti epigenetici sono reversibili e non modificano la sequenza del DNA; tuttavia, possono cambiare il modo in cui il corpo legge una sequenza di DNA.

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