giovedì 20 Gennaio 2022

Hugh Jackman: “Vorrei tornare a quando gustai l’espresso a Milano”

L'attore: "Ho sempre odiato caffè, lo odiavo da una vita. E lo so che è strano detto da un ragazzo che ora ha avviato un’azienda di caffè! Ma lo odiavo. Mio padre ha bevuto caffè istantaneo per tutta la vita, e pensavo che fosse disgustoso. Poi un giorno vado a Milano, mia madre mi portò in città da un suo amico, Benji Beniamino, a cui dissi che non amavo particolarmente il caffè."

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MILANO – La passione per il caffè dell’attore hollywoodiano Hugh Jackman è ormai ben nota, dato che si è persino espressa in un’impresa di catene di caffetterie dove ha lavorato anche come bartender per un giorno. Ora che sta per uscire nelle sale il nuovo film con lui nel ruolo di protagonista, ha rilasciato un’intervista dove il caffè ritorna tra i suoi ricordi, Leggiamo le sue risposte dall’intervista realizzata da Eva Carducci per vanityfair.it.

Hugh Jackman torna di nuovo sul caffè

Se potessi accedere a un ricordo del passato, quale sarebbe? Una domanda semplice, eppure complessa, che muove le fila dell’intero Frammenti dal Passato – Reminiscence, in arrivo dal 26 agosto, solo al cinema, distribuito da Warner Bros. Italia.

La stessa domanda l’abbiamo posta al cast del film, in particolare al protagonista Hugh Jackman che interpreta un investigatore privato della mente, che riesce a scavare nel passato dei suoi clienti, aiutandoli a raccogliere quei ricordi che credevano perduti.

«Ho sempre odiato caffè, lo odiavo da una vita. E lo so che è strano detto da un ragazzo che ora ha avviato un’azienda di caffè! Ma lo odiavo. Mio padre ha bevuto caffè istantaneo per tutta la vita, e pensavo che fosse disgustoso. Poi un giorno vado a Milano, mia madre mi portò in città da un suo amico, Benji Beniamino, a cui dissi che non amavo particolarmente il caffè.

E lui mi ha fatto notare che in realtà io non ne avevo mai bevuto uno vero. Mi ricordo che siamo entrati in un bar, ha pagato e con lo scontrino ha ordinato un espresso. Siamo tornati su casa e lo abbiamo bevuto, ma prima ci ho messo lo zucchero. Vorrei tornare indietro e rivivere quel momento, ricordo ancora l’odore “Oh, questo si che è caffè! Questa è la cosa più bella di sempre”» racconta Hugh Jackman nella video intervista per Vanity Fair e prosegue: « Lavorativamente parlando invece vorrei rivivere tanti momenti della mia carriera perché mentre li stavo vivendo una parte di me era presente, l’altra era concentrata solo sul preoccuparsi che le cose andassero bene. Mi piacerebbe poterli rivivere per realizzare quanto fossi fortunato ad essere su quel set, o su quel palcoscenico».

Continua su Vanity Fair: al fianco del candidato all’Oscar Hugh Jackman, anche Rebecca Ferguson: «Non mi piace esporre troppo le mie vulnerabilità, ma ho vissuto anche io dei momenti in cui mi sono mossa troppo rapidamente, come Mae nel film. Ma ho capito che una delle cose più gratificanti è quando posso sedermi, appoggiarmi e lasciare che le cose si dipanino, invece di aprire tutto molto velocemente. Accettazione, accettazione di ciò che siamo, accettazione delle situazioni, lasciare che le persone vivano le cose a modo loro, questo è qualcosa che provo a seguire anche sul lavoro».

Fa notare l’articolo su Vanity Fair, mel cast anche Thandiwe Newton: «Ci sono alcuni eventi che vorrei rivivere di molto tempo fa, quando non ero così schietta, quando non ero una donna adulta, ma più esitante e non volevo arruffare le piume del vestito, o scuotere troppo la barca. Vorrei tornare però indietro a quei momenti in cui non potevo dire totalmente la mia. All’epoca non l’ho fatto. Ma la verità è che possiamo farlo. Posso farlo. Posso letteralmente parlare a un ricordo o a un’esperienza vissuta, e questo può influenzare il cambiamento nella mia persona semplicemente sapendo ciò che io che quello che sono ora. Abbiamo questa capacità di andare oltre le esperienze dolorose».

Al loro fianco anche Daniel Wu:

Continua l’intervista su Vanity Fair: «Mi piacerebbe poter tornare ai tempi del liceo, a scuola, alla mia adolescenza. E quello era un periodo molto felice per me perché vivevo a casa con i miei genitori. Mia madre è morta cinque anni fa. Quindi potrei tornare indietro a quel periodo in cui ero con i miei genitori. Ma avevo alcune libertà, avevo una macchina che potevo portare in giro.

Avevo degli amici, di cui sono ancora amico. Ho un gruppo di amici storico, eravamo in cinque ed eravamo intimi al liceo, e siamo ancora amici oggi. Ma uno di loro è morto. Vorrei tornare indietro per stare ancora con lui e con quelle persone, in quel momento, perché all’epoca non apprezzavo in pieno quei momenti che stavo vivendo. Non si apprezza quel momento quando lo vivi il mio perché è successo così in fretta. E poi siamo andati avanti e siamo cresciuti e ci siamo sposati e abbiamo avuto figli e tutte quelle cose. E ora viviamo una vita molto separata. Ma tornare a quel tempo innocente in cui la vita era più semplice e non c’erano responsabilità, penso che mi piacerebbe tornare a quell’età».

Conclude l’articolo su Vanity Fair: un cast incredibile, magistralmente diretto da Lisa Joy, al suo esordio alla regia dopo il successo della serie televisiva Westworld: «Tutte stelle di Hollywood e questi talenti incredibili hanno avuto fiducia in me e hanno lavorato così duramente per portare questa visione alla vita. E quindi la mia più grande speranza è di rendere giustizia al loro talento. E credo che la mia più grande paura sia che in qualsiasi modo possa deluderli».

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