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Scrive Godina: Honduras nel caos ma il raccolto è di qualità e regolare

Situazione tranquilla alla cooperativa Cocafcal, nel villaggio di Las Capucas, nel dipartimento di Copán, in Honduras

MILANO – Reduce dal convegno Gran caffè Italia di Napoli, Andrej Godina è rientrato in Honduras. Qui ha potuto toccare con mano la situazione di caos, da noi già descritta nel numero di ieri, in cui versa il paese da quasi un mese, a seguito della contestata rielezione del presidente uscente Juan Orlando Hernández.

Per fortuna, la violenza e i disordini scoppiati nelle città non hanno raggiunto le aree rurali dove si coltiva il caffè, che rimangono tranquille. Buono anche l’andamento del raccolto.

Ma ecco la testimonianza che ci è stata inviata ieri sera da Andrej Godina.

SAN PEDRO SULA (Honduras) – Mi trovo in questo momento in Honduras. Sono arrivato da tre giorni nel paese centro americano, dopo aver partecipato al convegno Gran caffè Italia a Napoli organizzato dal Comitato italiano del caffè.

FRANKE
Triestespresso quadrato

L’arrivo nel paese è stato piuttosto difficile. Perché il volo da Miami, regolarmente programmato, è arrivato in orario nella città di San Pedro Sula.

Ma è atterrato proprio il giorno successivo alla riconferma definitiva  del vecchio Juan Orlando Hernández alla guida del Paese da parte del Tribunale Supremo Elettorale.

La protesta è scoppiata anche a San Pedro Sula, secondo centro del paese. Le manifestazioni hanno comportato il blocco delle vie principali di accesso alla città e delle  maggiori arterie di collegamento con il resto del Paese.

L’aeroporto internazionale dove sono arrivato e poi rimasto è stato isolato per due giorni: totalmente interrotte le comunicazioni da e verso la città.

I servizi offerti all’interno dello scalo sono stati comunque ampiamente sufficienti per fornire acqua e cibo ai circa 400 passeggeri che si trovavano nell’edificio, pronti per la partenza. E per le persone che sono comunque arrivate nei due giorni di isolamento, con i voli delle compagnie Avianca e Aeromexico.

La mano lunga della criminalità organizzata

Molto spesso i blocchi stradali sorti a San Pietro Sula e nella capitale Tegucigalpa sono stati organizzati da cittadini pacifici, che protestano soprattutto per l’irregolarità del voto.

Sembra però che dietro ai presunti brogli non vi sarebbe soltanto l’attuale presidente, ma anche alcune organizzazioni malavitose, che hanno approfittato della situazione di crisi per creare disordini.

E avere così mano libera nel saccheggiare esercizi pubblici, filiali di banche gettando nello scompiglio il paese.

La polizia militare è intervenuta per disperdere le manifestazioni che bloccavano le strade. Da ieri mattina sono state riattivate le comunicazioni con i maggiori centri abitati. L’aeroporto ha ripreso a funzionare regolarmente.

Situazione tranquilla nelle zone caffeicole

In questo momento la situazione nelle zone caffeicole è assolutamente tranquilla. La raccolta dei caffè procede normalmente con la raccolta e il processamento delle ciliegie.

L’unico disagio che si avverte è la scarsità di carburante nelle stazioni di servizio, in quanto alcune delle maggiori vie di comunicazione sono state interrotte per qualche giorno. Ed è mancato il rifornimento di carburante ai distributori stradali.

Scrivo queste righe dalla regione di Copan, Santa Rosa nel villaggio di Las Capucas, cooperativa Cocafcal dove non si è riscontrato alcun disagio o interruzione della produzione a causa dei disordini.

La raccolta di quest’anno sembra essere molto buona, l’annata è stata ottimale per quanto riguarda la quantità di precipitazioni e la maturazione dei frutti, in questo momento, è decisamente ottima.

Andrej Godina