mercoledì 17 Agosto 2022

Frankly su Mamacrowd: raggiunti gli 1.2 mln, si punta agli 1.5 entro il 7/07

Borgonovo: "Dopo un paio d'anni impattati dagli effetti della pandemia, quest'anno l'azienda sta andando molto bene e siamo ragionevolmente ottimisti non solo di raggiungere il budget di 3.5 milioni di fatturato ma anche di passarlo. A livello globale, il mercato del bubble tea vale 3 miliardi di dollari, con America e Asia che fanno da traino."

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MILANO – La catena Frankly abbiamo imparato a conoscerla bene attraverso proprio le parole dei suoi due fondatori insieme a Lati Ting, Franco Borgonovo, che abbiamo intervistato qui: un’avventura nata nel 2016, cavalcando il trend del Bubble Tea, bevanda che ha conquistato l’Occidente con le sue ricette, arrivata al nono negozio, puntando all’Europa. L’azienda ha recentemente avviato una campagna di equity crowdfunding Mamacrowd, con il risultato di overfunding ottenuto neppure in un mese. La raccolta ha superato la cifra posta come obiettivo e non di poco, ma del 148%: risultato, 1.2 milioni. Tra gli investitori anche il fondo Azimut ELTIF – venture capital – ALIcrowd II. Si è deciso per questo di estendere l’iniziativa fino al 7 luglio, con il tetto massimo da raggiungere che ora punta agli 1.5 milioni.

Come mai avete deciso di avviare una campagna di crowdfunding proprio ora, con già diversi anni alle spalle di attività con ottimi riscontri economici?

“Frankly nasce nel 2016 con il primo punto vendita di via Orefici a Milano. Da allora l’azienda è cresciuta fino a contare otto punti vendita nel Nord Italia (quattro a Milano, uno a Torino, uno a Bologna, uno a Bergamo e uno a Pavia), 70 dipendenti e oltre un milione di drink serviti ogni anno. La campagna di crowdfunding che abbiamo avviato ad aprile ha l’obiettivo di raccogliere le risorse per consolidare la nostra presenza in Italia – con 24 nuove aperture nei prossimi 2 anni – ed espanderci a livello europeo, per diventarne il punto di riferimento entro il 2025. Le risorse raccolte ci serviranno anche per ampliare il team e sviluppare la digitalizzazione del business per la creazione di una customer base proprietaria e per un sistema che vada a premiare i clienti più fedeli.”

In meno di un mese avete superato del 148% l’obiettivo minimo e più di 1.2 milioni di euro di raccolta: vi aspettavate questo traguardo? E cosa lo ha determinato secondo voi?

I prodotti Frankly

“Siamo molto orgogliosi di come sta andando la campagna. Significa che gli investitori credono in noi e il progetto Frankly è solido e capace di comunicare fiducia anche tra chi lo guarda dall’esterno. Il nostro progetto si basa su due principi: sostenibilità tanto economica quanto ambientale (gli store, interamente plastic free, vanno a break-even in media in poco piu di 2 anni) e qualità della materia prima, per un prodotto naturale (sono bandite bustine o aromi artificiali) che, in base alla personalizzazione, può essere anche totalmente senza zucchero. Credo che l’ottimo andamento di questa campagna dimostri la validità del nostro progetto e che anche gli investitori lo apprezzano e credono nella sua crescita.”

Frankly ha attirato l’attenzione anche del fondo Azimut ELTIF – venture capital – ALIcrowd II: che cosa comporta per la catena?

“Sicuramente il fatto che una realtà come il fondo Azimut abbia deciso di investire nel progetto di Frankly rappresenta per noi un ulteriore motivo di soddisfazione e di orgoglio. Significa che i nostri valori, i nostri obiettivi e le nostre ambizioni non solo sono state comprese, ma anzi sono a tal punto credibili che fondi come Azimut investono su di noi per realizzarli.”

Estendere la campagna sino al 7 luglio: pensate di andare di nuovo in overfunding superando il vostro obiettivo da 1,5 milioni?

“Abbiamo già superato il primo obiettivo minimo di un milione di euro in meno di un mese, arrivando a raccogliere più di 1.2 milioni. Siamo quindi fiduciosi anche per questa estensione: ad oggi non so dire se andremo nuovamente in overfunding, ma sicuramente il successo di questa raccolta ci permetterà di dare un forte impulso alla crescita della nostra società.”

Nel 2022 potreste superare i 3,5 milioni di fatturato: il mercato del Bubble Tea in Italia resta quindi ancora una scommessa vincente?

“Dopo un paio d’anni impattati dagli effetti della pandemia, quest’anno l’azienda sta andando molto bene e siamo ragionevolmente ottimisti non solo di raggiungere il budget di 3.5 milioni di fatturato ma anche di passarlo. A livello globale, il mercato del bubble tea vale 3 miliardi di dollari, con America e Asia che fanno da traino. Al contrario, il mercato europeo è ancora praticamente vergine ed è quello con il maggior tasso di crescita: per questo il nostro obiettivo è quello di consolidare la nostra presenza in Italia per poi spingerci oltre i confini nazionali e pianificare l’ingresso nel mercato europeo e riuscire a diventarne il punto di riferimento entro il 2025.

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