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La Fipe contro l’evasione: “Se le banche tolgono le commissioni al bar il caffè si paga con il bancomat”

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Roberto Calugi, Direttore Generale di Fipe

MILANO – Il tema sui pagamenti digitali anche per gli ordini più piccoli, come il costo di un caffè al bar, continua a sollevare delle questioni per gli esercenti. I quali, tendenzialmente, scelgono la via dell’ evasione per fuggire alle commissioni bancarie imposte su degli scontrini minimi. La Fipe, ancora una volta, cerca di facilitare queste operazioni, venendo in conto sia agli utenti che agli operatori. Mantenendo però una linea dura rispetto alle irregolarità. Leggiamo la notizia completa dalla nota diffusa dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

L’ evasione non è la risposta al bancomat

“Se si vuole incentivare l’uso della moneta elettronica è indispensabile semplificare la vita sia ai cittadini che agli esercenti. Il primo passo deve essere quello di azzerare le commissioni bancarie sui micropagamenti e dare così la possibilità a milioni di persone di pagare anche solo un caffè ogni mattina al bar con il bancomat.

Oggi come oggi non è possibile, perché gli esercenti finiscono per dover versare 15 centesimi di commissione per una spesa di un euro. E questa è un’anomalia che va
sanata al più presto se vogliamo davvero disincentivare l’uso del contante”.

Così Roberto Calugi, Direttore Generale di Fipe, Federazione italiana Pubblici Esercizi, commenta la notizia che il Tesoro starebbe lavorando a un progetto proprio per azzerare le commissioni sui micropagamenti.

Contro l’ evasione, nuove disposizioni

Perché se è vero che la reazione di molti gestori va verso l’ evasione, lo è altrettanto il fatto che assistiamo a un fenomeno nato da un disagio. E’ necessario pertanto trovare una soluzione a monte, che possa delegitttimare il comportamento scorretto di molti attori di questo settore.