giovedì 23 Settembre 2021

Lavazza con Ferran Adrià narra la colazione all’italiana in un libro dedicato al rito nazionale

L'esplorazione di questo momento fondamentale per cominciare la giornata sarà un lavoro degno dello spessore del suo autore, che insieme ad altre scrittrici coordinate dal Training Center affiancate da Lavazza, ci farà conoscere cose antiche ma nuove per elevarci su un piano diverso dal semplice nutrimento fisico, verso uno mentale

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TORINO – Ancora è fresco il ricordo di quell’opera omnia che è stata Bullipedia, 35 volumi che esplorano lo scibile umano per quanto riguarda l’alimentazione, a cominciare proprio dal caffè a cui è stato dedicato il primo tomo Coffee Sapiens. Nato dalla collaborazione laboriosa tra lo chef Ferran Adrià e Lavazza, rappresenta il primo tassello di un mosaico complesso, variegato, pieno di dettagli che è quasi una corrente filosofica, un modo di vivere, che una semplice collana di divulgazione.

E siccome squadra vincente non si cambia, questa partnership continua e stavolta si concentra su un altro punto focale dell’italian way of life: la colazione. Ormai reso ufficiale da un tweet dello stesso chef, è la prossima pubblicazione prevista per metà del 2021, di un’altra enciclopedia  che tratta del pasto più importante della giornata dove il caffè, chiaramente è un ingrediente indispensabile.

Ferran Adrià autore della colazione italiana

L’esplorazione di questo momento fondamentale per cominciare la giornata sarà un lavoro degno dello spessore del suo autore, che insieme ad altre 2 scrittrici affiancate da Lavazza, ci farà conoscere cose antiche ma nuove per elevarci su un piano diverso dal semplice nutrimento fisico, verso uno mentale.

Una sorpresa per tutti gli appassionati del tema e per tutti i fan di Lavazza e del cuoco eclettico Ferran Adrià, apparsa su Twitter come una promessa per cominciare con il piede giusto il prossimo anno.

C’è solo da attendere

Per poter acquistare la propria copia su cui farsi una cultura sulla colazione all’italiana, che esportiamo all’estero e consumiamo nel nostro Paese, spesso ignorandone la storia.

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