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giovedì 13 Giugno 2024
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Fairtrade International presenta il report sulle filiere del cacao in Costa d’Avorio, Sierra Leone e Ghana

ll programma si concentra sulla formazione e sui servizi alle organizzazioni agricole specialmente negli ultimi anni, in cui l’industria del cacao ha visto numerose sfide acuirsi. Il cambiamento climatico, il fenomeno meteorologico El Niño, che ha generato grosse perdite in agricoltura, il numero di alberi malati in aumento, la competizione per il lavoro della terra rispetto ad altre attività economiche più redditizie, come l’estrazione illegale di oro, stanno ponendo grosse minacce al settore

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PADOVA – Fairtrade International diffonde la quarta edizione del rapporto di monitoraggio del programma per il cacao dell’Africa Occidentale (WACP), un documento che fa il punto sull’omonimo programma attivato da Fairtrade nel 2016 e che mira a offrire ai coltivatori di cacao strumenti per migliorare la loro attività.

Il programma si concentra sulla formazione e sui servizi alle organizzazioni agricole specialmente negli ultimi anni, in cui l’industria del cacao ha visto numerose sfide acuirsi. Il cambiamento climatico, il fenomeno meteorologico El Niño, che ha generato grosse perdite in agricoltura, il numero di alberi malati in aumento, la competizione per il lavoro della terra rispetto ad altre attività economiche più redditizie, come l’estrazione illegale di oro, stanno ponendo grosse minacce al settore.

Il rapporto Fairtrade International sul cacao

Anni e anni in cui i coltivatori di cacao sono stati retribuiti meno dei costi di produzione hanno ridotto la loro capacità di rispondere a queste problematiche. In questo frangente Fairtrade ha sostenuto una significativa crescita nella formazione dei soci delle organizzazioni agricole in Costa d’Avorio, Ghana e Sierra Leone: nel 2023, un totale di 48.876 partecipanti, di cui 11.812 erano donne, il 24 percento, con un aumento del 22 percento rispetto ai dati raccolti nel 2022.

L’aumento riflette il successo di un approccio “a cascata”: Fairtrade Africa forma un gruppo di responsabili delle cooperative e agricoltori, i quali portano poi le nozioni acquisite nelle proprie organizzazioni e comunità per replicare autonomamente i moduli di formazione. In questo modo si accresce il numero dei beneficiari, consolidando le competenze all’interno delle organizzazioni.

Gli argomenti chiave della formazione sono diritti umani e dovuta diligenza ambientale, deforestazione, tracciabilità e trasparenza. I moduli sono specificamente progettati per il contesto del cacao dell’Africa occidentale e vengono regolarmente aggiornati.

Oltre a un’analisi approfondita della formazione, del supporto tecnico, del peer-to-peer learning e delle vendite per le piccole organizzazioni di coltivatori, il rapporto si è concentrato anche su programmi e case study.

Ad esempio la Fairtrade Young Cooperative Managers Academy, attiva in Ghana e Costa d’Avorio, che fornisce ai giovani competenze imprenditoriali attraverso incarichi pratici, formazione e affiancamento. Dwomor Boahene, membro dell’Asunafo North Cooperative Union, ha definito l’Accademia “un’esperienza che cambia la vita”. Oltre ad essere stato eletto membro del Consiglio di Sorveglianza/Comitato di Controllo all’interno della sua organizzazione, Dwomor ha formato le donne nelle comunità circostanti in modo che possano gestire le proprie piccole imprese e aprire conti di risparmio.

Un altro programma attivo in Costa d’Avorio è la Women’s School of Leadership (WSOL), un percorso di formazione che vuole migliorare le competenze di leadership di base delle donne e l’applicazione delle disposizioni sui diritti umani in materia di questioni di genere. L’iniziativa sta mostrando segni di grande progresso. Dal 2017, 205 laureate e laureati hanno condiviso le loro conoscenze e competenze con oltre 10.000 membri della comunità.

Alla Women’s School of Leadership gli studenti e le studentesse affrontano temi come lo sviluppo personale, il genere, la leadership, la diversificazione dei redditi, la gestione dei progetti, la negoziazione strategica, la gestione finanziaria e l’imprenditorialità. Dora Atiiga, laureata della WSOL, Kukuom Union, ha capito il suo ruolo di donna nella sua famiglia e nella sua comunità: nella cittadina di Asibrem non c’era un asilo per i bambini e quindi ha deciso di aprirne uno con le conoscenze e le competenze apprese alla WSOL.

Avviando questa scuola, Atiiga ha aiutato ad alleviare il carico di cura sui genitori della sua comunità. L’iscrizione alla scuola è aumentata da 14 bambini e due membri del personale ai 110 bambini e sei membri del personale.

Fairtrade ritiene che le cooperative abbiano un ruolo cruciale nella sostenibilità e nella crescita del settore del cacao. Perché ciò accada, è importante che gli agricoltori che appartengono alla cooperativa partecipino e ne abbiano fiducia.

Nel 2023, il 99 percento degli agricoltori ghanesi intervistati e il 92 percento degli agricoltori ivoriani pensavano di poter esprimere liberamente il loro pensiero nella loro cooperativa.

Con la crescita positiva e progressiva del WACP, Fairtrade continuerà ad affiancare le piccole organizzazioni agricole sul campo in attesa delle nuove richieste normative del Regolamento sulla Deforestazione dell’UE e della Dovuta Diligenza sui diritti umani e ambientali. Anche grazie alla partnership con l’azienda del settore Satelligence, che fornirà alle cooperative accesso ad analisi di rischio di deforestazione di alta qualità.

I dati per il rapporto WACP sono stati raccolti attraverso interviste con la direzione delle piccole organizzazioni produttrici e interviste a livello familiare con i loro soci.

La scheda sintetica di Fairtrade

Fairtrade è un grande movimento internazionale per la sostenibilità, i diritti umani e ambientali e una famiglia di Marchi di Certificazione. I marchi si trovano su prodotti come caffè, cacao, banane, ananas, tè coltivati o realizzati a condizioni che migliorano la qualità di vita degli agricoltori in Asia, Africa e America Latina. Fairtrade assicura un prezzo stabile alle organizzazioni agricole, il Prezzo Minimo Fairtrade, che permette di coprire i costi medi di una produzione sostenibile.

Inoltre, le organizzazioni ricevono una somma aggiuntiva, il Premio Fairtrade, per attivare progetti di interesse per le comunità agricole ad esempio per potenziare le tecniche produttive, acquistare mezzi o prodotti per l’agricoltura, costruire strade e infrastrutture, coprire spese per l’istruzione dei bambini e delle bambine, costruire ambulatori medici, pozzi per l’acqua potabile a beneficio delle loro comunità.

Complessivamente Fairtrade nel mondo rappresenta 1,9 milioni di agricoltori in 75 paesi. Parallelamente, sugli scaffali di negozi e supermercati di oltre 150 paesi nel mondo sono in vendita più di 30.000 prodotti finiti a marchio Fairtrade. Fairtrade International è l’organizzazione capofila del network. Per maggiori informazioni basta cliccare qui.

La scheda sintetica di Fairtrade Italia

Fairtrade Italia rappresenta i Marchi di Certificazione Fairtrade nel nostro paese dal 1994. Lavora in partnership con le aziende italiane, le supporta nell’approvvigionamento di materie prime certificate e nel consolidamento delle filiere dove sono stati rispettati i diritti dei lavoratori e dell’ambiente.

Attualmente in Italia sono in vendita circa 2.400 prodotti Fairtrade e il valore delle vendite di prodotti con almeno un ingrediente Fairtrade è di 580 milioni di euro. Per maggiori informazioni basta cliccare qui.

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