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Fabrizio Zanetti, Hausbrandt: «Cura peggiore della malattia? La virtù sta nel mezzo»

Fabrizio Zanetti: "La mia proposta è quella di attuare una vera quarantena, un coprifuoco che blocchi gli accessi a qualunque assembramento, che limiti i flussi verso i negozi di prima necessità, un congelamento pressoché totale per altri 15 giorni dopo il 3 aprile, con riapertura parziale dell’economia il 20 aprile, e riapertura totale dal 1 maggio, ristorazione compresa."

Hausbrandt fabrizio zanetti
Fabrizio Zanetti, presidente della Hausbrandt Trieste 1892 Spa

MILANO – Condividiamo con i lettori il punto di vista dell’amministratore delegato di Hausbrandt, Fabrizio Zanetti, sul contesto economico di emergenza che sta colpendo molti e non solo nel settore caffeicolo. Uno spunto di riflessione da parte di un imprenditore, per valutare le misure intraprese dal Governo nel tentativo di limitare il contagio attraverso la chiusura delle attività.

Fabrizio Zanetti: la mia valutazione

-Confindustria dichiara che ogni mese in queste condizioni di mercato, con quarantena e limitazioni alla vita, al lavoro ed ai consumi, perdiamo 100 Miliardi di € di Pil;

– L’Italia è un paese trasformatore di prodotti venduti in tutto il mondo, in tutti i settori, dalla tecnologia alla moda, dall’agroalimentare al design: siamo tutti orgogliosi del made in Italy;

– L’Italia vive di turismo, con gli esempi maggiori in Roma (15 milioni di turisti) ed in Venezia (25/ 30 milioni di turisti all’anno);

– Restando congelati in Quarantena fino a Maggio in attesa di vedere come va col Virus, rischiamo già come minimo 18 o 20 punti di disoccupazione. Osservando le proiezioni di alcuni altri paesi G8 e considerando la struttura produttiva e turistica del nostro Paese. Andare oltre significa la morte del made in Italy, dell’industria turistica e dell’indotto. Non esiste aiuto di stato in grado di sostituirsi alla morte di un sistema economico. L’Italia non può permettersi la quarantena oltre maggio.

Esempi degli effetti del virus su altri sistemi paese (valutazioni di economisti)

– Per l’industria agroalimentare italiana sarà un disastro, con la domanda da parte della
ristorazione internazionale al collasso (Germania -90%, Regno Unito -82%, USA -84%) (invito alla lettura del seguente articolo del 20 Marzo con numerosi grafici esplicativi)
I. https://www.bbc.com/news/business-51706225

– Bank of America stima negli USA una perdita del 12% della forza lavoro; la Fed stima la stessa cosa, circa oltre 30 milioni di disoccupati in USA)

I. https://nypost.com/2020/03/19/coronavirus-has-sent-us-into-brutal-recession-bank-of-
america-warns/

– In Germania Iab stima tre milioni di disoccupati a causa del virus (di seguito un articolo di Reuters)

I. https://www.reuters.com/article/us-health-coronavirus-germany-labour-mar/german-
unemployment-could-top-three-million-in-worst-coronavirus-case-instituteidUSKBN21714A

L’industria aerea spesso è un indicatore dell’andamento del turismo e della vitalità commerciale dei sistemi paese: di seguito due immagini radar che consentono l’immediata
percezione visiva della situazione europea, letteralmente al collasso. Il traffico aereo a
causa delle quarantene, ed il turismo di conseguenza, è praticamente azzerato.

traffico aereo
Il traffico aereo

Proposta di Confindustria

https://www.confindustria.it/notizie/dettaglio-notizie/Affrontiamo- emergenza-per-la-tutela-del-lavoro-Proposte-per-una-reazione-immediata

– Creazione di un Comitato Nazionale per la tutela del Lavoro;

– Sospensione immediata fiscale e contributiva;

Fabrizio Zanetti: Aggiungo una mia personale valutazione, la virtù sta nel mezzo, quindi
dovrebbe essere sospeso perlomeno qualunque pagamento fiscale per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020 (contributi, dogane, ecc.), non certo a data da destinarsi.

– Fondo di garanzia per Pmi e Mid Cap

Fabrizio Zanetti: Aggiungo una mia valutazione: fondo di garanzia per qualunque impresa italiana, anche le grandi devono essere sostenute

Dal mio punto di vista, con l’economia intera congelata per un prolungato periodo, non
possiamo percorrere soluzioni tradizionali usate in passato per singole crisi aziendali.
Abbiamo bisogno delle soluzioni che alcuni sistemi paese stanno già adottando.

Dobbiamo “riaprire” l’Italia entro il primo maggio, con l’industria della ristorazione e del turismo pienamente operativa. La valutazione sul da farsi deve essere non discutibile, non c’è tempo da perdere. L’economia italiana non ha strumenti sufficienti per restare “chiusa” per tempi più lunghi dei prossimi due mesi.

Qualora si arrivasse a giugno con limitazioni a vari livelli della vita privata, del turismo, della ristorazione e del lavoro nelle più diverse realtà aziendali, abbiamo allora bisogno immediatamente di uno strumento di liquidità straordinaria diverso dalla cassa integrazione, a fondo perduto, pronto ed operativo entro il 15 aprile, con la dotazione sufficiente da subito per sostituire le aziende (qualunque partita Iva, agenti di commercio compresi) nel pagamento almeno dell’80% dei salari e ricopertura dei mancati ricavi fino alla fine della quarantena, già operativo per i pagamenti di aprile 2020. Questo sta venendo adottato Da oggi ad esempio in Gran Bretagna.

Per questo strumento, come da indicazioni odierne di Confindustria sul danno economico mensile, si può già stimare una necessità di liquidità a fondo perduto per famiglie ed imprese per circa 100 miliardi al mese.

– Di seguito un articolo del NY Times che spiega cosa fanno gli altri grandi sistemi paese
I. https://www.nytimes.com/2020/03/23/world/europe/coronavirus-economic-relief-wages.html

La cura è peggio della malattia?

Le valutazioni che dobbiamo fare non hanno nulla di complicato, non c’è bisogno di fare studi che prenderanno tempo e saranno di ardua attinenza al presente. L’Italia sta morendo economicamente oggi, non domani, non tra due mesi.

Abbiamo bisogno di capire quale strada prendere: ripartire a maggio ed evitare gli
“aiuti di stato” su larga scala, o attendere e creare però da subito un fondo ”perduto” con 100 / 200 / 300 o 400 miliardi per trascinare un paese economicamente finito per qualche mese?

Ricordo a chi legge che l’Italia, Paese trasformatore di materie prime e paese turistico, non ha una struttura finanziaria / economica che consenta di stare in piedi con l’economia congelata per più di un mese, un mese e mezzo. La cassa integrazione, i finanziamenti bancari, tutti strumenti non utili in una condizione di prolungato congelamento dell’economia.

Non può esistere debito che tenga in piedi un sistema Paese congelato, o si fa ripartire l’economia, o servirà una massa enorme di liquidità gratuita per tutti, sul modello del reddito di cittadinanza ma a livello universale, per famiglie ed imprese, a ricopertura totale delle perdite.

Ancora una volta, da moderato ed imprenditore, ritengo che la virtù stia nel mezzo

La mia proposta è quella di attuare una vera quarantena, un coprifuoco che blocchi gli accessi a qualunque assembramento, che limiti i flussi verso i negozi di prima necessità, un congelamento pressoché totale per altri 15 giorni dopo il 3 aprile, con riapertura parziale dell’economia il 20 aprile, e riapertura totale dal 1 maggio, ristorazione compresa.

Il rischio di veder riesplodere l’epidemia è moderato se affrontiamo nei fatti un altro mese di cautela, con una vera quarantena nel mezzo.

E’ preferibile stringere i denti subito, piuttosto che tenere l’economia congelata per mesi, con la morte certa dell’economia italiana, costretta ad un insostenibile assistenzialismo per anni, senza un orizzonte.

Grazie per l’attenzione

Cordiali saluti, Fabrizio Zanetti
Amministratore Delegato – Hausbrandt Trieste 1892