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venerdì 05 Luglio 2024
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Torna El Niño e le borse volano ai massimi storici

Gli eventi più intensi possono avere effetti significativi su agricoltura, pesca, clima e quindi sull’intera economia mondiale. Possibili conseguenze per la produzione di robusta di Vietnam e Brasile e per quella di arabica in numerose regioni della Colombia

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MILANO – Tutta colpa de El Niño, che è ormai tra noi e potrebbe fare del 2024 l’anno più caldo di sempre. I due principali osservatori del fenomeno – la statunitense Noaa (Agenzia americana di osservazione oceanica e atmosferica) e l’Ufficio di meteorologia del governo australiano (Bom) – hanno confermato l’inizio della fase Enso positiva.

A maggio le temperature del Pacifico centrale e occidentale, all’altezza dell’equatore, sono state di oltre 0,5° più calde della norma e si prevede che l’anomalia prosegua nei prossimi mesi. Sono le condizioni che sanciscono ufficialmente il ritorno de El Niño.

Tanto è bastato per mandare in fibrillazione i mercati del caffè, che sono volati, la scorsa settimana, a nuovi massimi.

A New York, il contratto per scadenza luglio ha guadagnato, giovedì 8 giugno, 945 punti terminando a 194,85 centesimi per libbra, massimo per la scadenza principale dalla terza decade di aprile.

A Londra, il contratto per scadenza settembre si è rivalutato, a sua volta, di 90 dollari chiudendo a un nuovo record di 2.726 dollari, un livello mai visto dal marzo del 2008.

Oltre alla preoccupazione per l’impatto del fenomeno climatico sulla produzione di caffè hanno fatto impennare le borse anche le scarse vendite dovute alle chiusure in Brasile e Colombia, per la festività del Corpus Domini. Ulteriore supporto è giunto dal real brasiliano in ripresa sul dollaro.

L’impeto rialzista si è placato nell’ultima seduta della settimana. Venerdì 9 giugno, Ice Arabica e Ice Robusta hanno perso rispettivamente 420 punti e 24 dollari finendo la giornata, nell’ordine, a 190,65 centesimi e a 2.702 dollari.

La reazione delle borse è sembrata a molti eccessiva. Specie considerando che siamo in presenza di un fenomeno climatico che si sta appena abbozzando e che gli scienziati non sono ancora in grado di stabilire con precisione quale potrà essere la sua intensità.

Il rally di giovedì riflette comunque l’ipersensibilità dei mercati in una congiuntura complicata. E conferma i rischi di squeeze  paventati dagli analisti. Ma in cosa consiste El Niño?

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