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Ecco perché la formazione sarà sempre più importante nel futuro di bar e caffetterie

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Competenza e preparazione del personale saranno fondamentali anche nei locali del futuro

MILANO – Come adeguare il capitale umano attraverso la formazione alle sfide poste dalle nuove tecnologie e dai nuovi modelli organizzativi del lavoro? Quale ruolo avrà il lavoro umano con l’affermarsi dell’automazione e dell’intelligenza artificiale. Di questi e altri temi tratta questo focus tratto dal notiziario di HostMilano.

Da sempre HostMilano è un’occasione per formarsi e informarsi, oltre che per conoscere nuove tendenze e tecnologie. E in fondo, cosa fa il successo della ristorazione e dei bar?

Il fattore umano, del quale si parla sempre più spesso. Anche in un’epoca in cui la forza lavoro è minacciata – quanto a numeri – dall’automazione.

Perché al di là di robot friggi hamburger e intelligenze artificiali che gestiscono menu e cucina, ristoranti senza tavoli dediti al solo food delivery che avverrà tramite veicoli senza guidatore e ristoranti connessi con app e assistenti vocali, con i pagamenti con smartphone come standard, i dipendenti resteranno un fattore cruciale.

Con una differenza: saranno sempre più anziani.

Nelle economie avanzate l’età media aumenta e arretrano i lavoratori nella fascia dai 16 ai 24 anni.

Negli Stati Uniti ad esempio oggi coprono il 40% della forza lavoro, ma entro il 2028 si stima che gli over 65 sovrasteranno i teenager con un rapporto shock di 3 a 1.

Dipendenti mediamente di una fascia di età più avanzata possono apportare all’impresa vantaggi consistenti. A partire da un impegno e una qualità nel lavoro mediamente superiori dovuti anche alla maggiore esperienza e know-how, specie a livello manageriale.

Senza contare che oggi gli over 55 sono generalmente più in salute e hanno un livello di educazione – competenze digitali comprese – più alto che nella generazione precedente.

Tanto che un Big come McDonald’s ha già iniziato a reclutare personale più adulto. Anche perché aumenterà pure l’età media della clientela, che avrà bisogno di nuovi tipi di servizi, dal menu scritto più in grande a necessità dietetiche particolari.

D’altro canto, questa nuova forza lavoro dovrà integrarsi con le tecnologie sempre più spinte che entreranno in campo e si capirà finalmente a tutti i livelli l’importanza dell’analisi dei Big data. In una parola si alzerà il livello, e i dipendenti davvero di valore faranno ancora più la differenza.

La formazione sempre più cruciale

La visione ci riguarda molto da vicino perché sappiamo che l’Italia è il secondo Paese più anziano del mondo (dopo il Giappone). Per questo, la formazione sarà sempre più un momento cruciale per tutte le fasce di età, non solo per i nuovi entrati nel lavoro.

Anche perché il mondo dei consumi e della tecnologia si muove sempre più in fretta.

E la capacità di adattarsi al cambiamento modulando competenze tradizionali con conoscenze puntuali degli sviluppi tecnologici sarà l’unico modo per “vincere” il crescente livello di competizione che la ristorazione si troverà ad affrontare.