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Dolcificanti: ecco perché non fanno dimagrire e hanno pure delle controindicazioni

Cosa dice la scienza sull'utilizzo dei dolcificanti
Cosa dice la scienza sull'utilizzo dei dolcificanti

MILANO — I più comuni dolcificanti non sono necessariamente dietetici e dimagranti: alcuni di essi, anzi, danno un rilevante apporto calorico. Soprattutto se assunti in quantità eccessive, da chi è convinto che possano essere consumato liberamente. Così Melania Rizzoli, scrittrice e medico, in un’analisi pubblicata sul Giornale, che fa riferimento anche a un recente studio britannico, di cui vi proponiamo di seguito i passaggi salienti.

Saccarina, aspartame, stevia e fruttosio sono i dolcificanti più comuni

Questi vengono spesso aggiunti in tutto il mondo al posto dello zucchero nei cibi e nel caffè. Nel tentativo di risparmiare qualche caloria e di fare un favore alla propria linea.

Gli edulcoranti di sintesi artificiali, come la saccarina e l’ aspartame, non esistono in natura. Sono quindi nati in laboratorio come dolcificanti per diabetici, ed avendo un potere edulcorante estremamente elevato si sono presto diffusi in molti alimenti dietetici; poiché sono sufficienti piccolissime quantità per donare un sapore particolarmente dolce.

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L’ aspartame in particolare ha un potere dolcificante 200 volte superiore rispetto allo zucchero

Mentre quello della saccarina è addirittura 450-600 volte superiore, per cui servono 200 grammi di zucchero per avere lo stesso potere addolcente di 1 grammo di aspartame.

I dolcificanti naturali invece, come il fruttosio , il destrosio, il sorbitolo o la stevia, si trovano come tali in natura. Hanno quindi un indice glicemico più basso dello zucchero; mentre il loro potere dolcificante è leggermente superiore, ovvero arriva al 33% in più.

Come il miele, che ha un contenuto calorico più basso rispetto al saccarosio. Perché più ricco di acqua, ma un cucchiaino di miele fornisce più calorie e carboidrati rispetto ad un cucchiaino di zucchero. A causa del maggior peso specifico. Mentre le calorie fornite dallo zucchero di canna, grezzo e bianco, sono equivalenti, le differenze sono minime e non significative a livello nutrizionale.

Lo studio

Ma i dolcificanti artificiali fanno bene o male? L’ ultimo studio pubblicato sulla rivista Bmj, una revisione condotta dalla Cochrane Foundation sulle ricerche internazionali sul tema, rivela che non esistono evidenze scientifiche forti sui benefici attribuiti ai dolcificanti al posto dello zucchero.

Anzi il consumo eccessivo di quelli naturali aumenta il rischio di cadere nella trappola dell’ obesità con tutte le conseguenze negative del caso. Dall’ iperlipemia, all’ insulino-resistenza; ai problemi circolatori e ad una maggiore suscettibilità ad alcune forme tumorali. Mentre per quelli artificiali, apparentemente più salutari e sicuri, non esistono ancora studi sulla loro tossicità per un impiego cronico nel lungo periodo di tempo e a dosaggi elevati.

Così l’Oms

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia comunque di non superare il 10% delle calorie totali attraverso il consumo di zucchero. E per un diabetico il saccarosio non dovrebbe invece oltrepassare il limite del 5 per cento dell’ apporto calorico quotidiano.

Inoltre è stato accertato che i dolcificanti artificiali hanno un effetto diseducativo sul sapore, dato che abituano il palato a preferire alimenti dolci. Per cui diventa più facile consumare cibi ipercalorici come i dolciumi o le bevande zuccherate, favorendo di conseguenza l’ effetto ingrassante.

Sugar free non è sinonimo di dimagrante

Il pericolo di obesità derivante dal loro uso indiscriminato è associato al fatto che chi usa i dolcificanti e vuole dimagrire spesso tende a consumare prodotti “sugar free”. I quali non è affatto vero che non fanno ingrassare o che possono essere consumati liberamente; perché molti di questi prodotti, per essere resi saporiti, vengono addizionati di grassi, e quindi apportano anche notevoli quantità di calorie.

I dolcificanti artificiali o naturali quindi non fanno dimagrire

Hanno effetti minimi ed incerti sul peso, ed i risultati scientifici mostrano che per la maggior parte degli esiti non ci sono differenze rilevanti dal punto di vista statistico o clinico tra chi è esposto ai dolcificanti, a diverse dosi, e chi non lo è.

Non solo. I ricercatori hanno evidenziato che un moderato apporto di dolcificanti è associato ad un aumento di peso leggermente minore rispetto a chi ne usa molti, ma in una misura di circa 100 grammi, una miseria per chi aspira a veder scendere l’ ago della bilancia. Negli adulti per esempio sono stati rilevati soltanto piccoli miglioramenti nell’ indice di massa corporea e nella glicemia, mentre nei bambini non è stato registrato nessun effetto in tale senso.

Sui ratti

Negli scorsi decenni fece molto scalpore una ricerca che denunciava la cancerogenicità dell’ aspartame e della saccarina sui ratti, i quali a dosi elevate di tali sostanze sviluppavano tumori alla vescica, ma gli studi scientifici successivi effettuati su tutti i prodotti approvati per la commercializzazione non hanno dimostrato alcun collegamento con i tumori dell’ uomo, per cui il Congresso Americano nel dicembre del Duemila ha approvato una legge per abrogare l’ obbligo dell’ etichetta di avvertimento “nuoce alla salute” sui prodotti contenenti tali sostanze, fino ad allora in vigore.

Controindicazioni

Da allora i dolcificanti sono quindi considerati sicuri, se non consumati ad alte dosi, cioè non sono risultati cancerogeni, ma la domanda è: sono anche sani?

Sicuramente la sostituzione dello zucchero con aspartame o altri edulcoranti permette una riduzione di rischio per le carie dentali, per il controllo della glicemia e per la riduzione di assunzione di calorie, fermo restando che il consumo di tali sostanze ha un effetto stimolante sull’ appetito per i motivi su esposti, quindi non hanno un ruolo sempre positivo in termini di gestione di sovrappeso ed obesità.

Inoltre l’ aspartame è fortemente controindicato nei soggetti affetti da fenilchetonuria, è sconsigliato nelle donne incinta e nei bambini, poiché non ci sono prove inconfutabili e chiare sulla salute, positive o negative che siano.

Nel dubbio, essendo molto più dolci dello zucchero naturale, al fine di ottenere la stessa dolcezza, alla quale è difficile rinunciare, è consigliabile usare una quantità di edulcoranti sensibilmente inferiore all’ uso che se ne fa comunemente, ricordando che non sono affatto sostanze dimagranti, non aiutano a perdere peso, e non dimenticando che per eliminare i chili di troppo c’ è un solo metodo: mangiare poco, evitando gli alimenti ricchi di zucchero e di grassi.

Melania Rizzoli