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Ecco come lo scoppio del Covid ha influenzato il settore del caffè e del gelato

Molti negozi stanno lavorando la metà rispetto allo scorso anno», perché la gente esce meno, e se esce indossa la mascherina, o comunque non ha voglia di tenerla abbassata sul mento per il tempo di consumare un gelato (quanto dà fastidio dietro alle orecchie?)

bar e ristoranti
L'influenza della pandemia su bar e ristoranti

MILANO – Il settore del caffè così come quello del gelato non sono usciti immuni dall’impatto del Covid sulle abitudini di consumo e di fruizione. Il nuovo clima di tensione che hanno vissuto e ancora oggi in parte vivono i cittadini non aiuta molto alla ripartenza dei motori al massimo: leggiamo qualche analisi dal sito rivistastudio.com.

Covid: cosa è cambiato dal suo arrivo

A maggio, il quotidiano Frankfurter Allgmeine Zeitung aveva descritto come la pandemia stesse rivoluzionando due storiche tradizioni italiane, quella del caffè e quella del gelato. Non tanto del modo di consumarli, ma nella bellezza dell’esperienza che sarebbe venuta meno. Ed è questo uno dei motivi – l’assenza di “rilassatezza” nel mangiare un gelato – per cui l’industria del settore starebbe subendo un grave crollo economico, a livello globale.

«La capacità dei proprietari di gelaterie di tenere il passo con tutto quello che sta accadendo è difficile», ha spiegato a Slate Steve Christensen, direttore esecutivo della National ice cream retailers association.

«Molti negozi stanno lavorando la metà rispetto allo scorso anno», perché la gente esce meno, e se esce indossa la mascherina, o comunque non ha voglia di tenerla abbassata sul mento per il tempo di consumare un gelato (quanto dà fastidio dietro alle orecchie?).

Ogni anno, le gelaterie contano su un’impennata di clienti che arrivano in primavera, tanto che i rivenditori in genere cercano di guadagnare il più possibile durante i mesi caldi, così da poter tenere chiuso, o limitare i prodotti, in inverno. Ma a causa del lockdown nel mondo, ed essendo quindi saltata la fase migliore per le gelaterie (tra la primavera e l’estate), ora alcuni negozi stanno cercando di recuperare il più possibile i soldi persi.

Il Covid non riguarda solo le gelaterie

In alcuni casi, i produttori hanno avuto difficoltà a reperire alcuni ingredienti. Cheryl Pinto, responsabile dell’approvvigionamento di Ben & Jerry, ha dovuto interrompere la produzione a causa della difficoltà di approvvigionamento di prodotti come il cacao, che l’azienda procura dall’Africa occidentale, o la vaniglia.

Come sottolinea Slate, che ha spiegato perché in America l’industria dei gelati sia ormai al collasso, a differenza della pizza o di altri prodotti alimentari, il gelato non si è inoltre rivelato particolarmente adatto per il tipo di operazioni a domicilio che erano permesse durante la quarantena.

«È facile consegnare il gelato se si tratta di una distanza molto breve, ma una volta che vai in un posto a 20 minuti di distanza, si scioglie e si mischia tutto», scrive Herrell. «E Dio ti proibisca di ordinare un frappè».