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Come i produttori del Vietnam sfidano i colossi del solubile per raddoppiare l’export a 6 miliardi

Vietnam
La bandiera vietnamita

MILANO – Il Vietnam vuole diventare un gigante del caffè, anche a livello industriale, esportando sempre più caffè trasformato. Questo l’obiettivo ribadito dai leader di settore in occasione della recente settimana del caffè, in un incontro che si è svolto a Ho Chi Minh City. Il traguardo rimane quello già fissato alcuni anni fa: elevare il valore dell’export vietnamita dai circa 3 miliardi di dollari attuali a 6 miliardi entro la fine degli anni venti.

Il tutto portando la quota a valore dell’export di caffè trasformato (torrefatto e soprattutto solubile) al 30-40%, contro il 10% attuale.

In questo contesto crescono le ambizioni e gli investimenti dei competitor nazionali. Un esempio è quello di Intimex Group, il colosso di Ho Chi Minh City, che esporta quasi un terzo del caffè verde del Vietnam.

Intimex Group punta a produrre 20 mila tonnellate di caffè solubile entro i prossimi cinque anni

Una sfida ai giganti mondiali del caffè, a partire da Nestlé, sempre più presenti in terra vietnamita.

La multinazionale svizzera ha inaugurato sei anni e mezzo fa, nel Dong Nai, un mega stabilimento Nescafé da 230 milioni di franchi svizzeri (211 milioni di euro al cambio attuale).

Lo scorso marzo, Tata Coffee Vietnam Company ha completato nel Binh Duong la costruzione di uno stabilimento per il caffè solubile liofilizzato. Capacità annua: 5 mila tonnellate.

Sempre quest’anno, la giapponese Marubeni Corporation ha annunciato un investimento di 115 milioni di dollari, sempre nella merceologia del solubile.

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