venerdì 19 Agosto 2022

Coca-Cola Beverage holdings partecipa alle decisioni della torrefazione piemontese Caffè Vergnano

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MILANO – È successo un anno esatto dopo l’ingresso, il 28 giugno 2021, della Coca-Cola, rappresentata dalla società olandese CC Beverage holdings, nella torrefazione Caffè Vergnano con una quota del 30% nel capitale. Quota iniziale che, secondo l’accordo definito a ottobre 2021, può salire sino al 49% del capitale. La novità è che ora è stato dato l’ok del consiglio di amministrazione per consentire alla concessionaria della multinazionale di partecipare alle decisioni della società italiana la cui fondazione risale al 1882.

Caffè Vergnano ha così ammesso Coca-Cola nella stanza dei bottoni. Dove, per esempio, il colosso delle bibite potrà nominare il direttore finanziario ed esercitare il diritto di veto su determinate decisioni del Consiglio di amministrazione.

Dai documenti emerge che le materie soggette al veto di Coca-Cola (elencate in 15 punti), sono state negoziate e tarate per garantire il diritto della Famiglia Vergnano, quale socio di maggioranza e di controllo, di continuare a gestire autonomamente l’ordinaria attività della Società.

Ricordiamo che lo scorso ottobre l’Autorità Antitrust italiana aveva dato il via libera a queste condizioni della collaborazione strategica tra le due società.

Sulle novità riportiamo l’articolo pubblicato sul quotidiano Verità&Affari a firma di Giulia Panetta che ha consultato documenti pubblici della società.

Caffè Vergnano e Coca-Cola Beverage holdings

MILANO – Caffè Vergnano ammette Coca-Cola nella stanza dei bottoni. Dopo l’ingresso un anno fa della società della bibita più conosciuta al mondo con una quota del 30% nel capitale della più antica torrefazione italiana (1882), adesso è stato adeguato lo statuto per consentire al gruppo statunitense rappresentato dalla società olandese CC Beverages holdings, di contribuire alle decisioni più importanti, ma non a quelle della gestione ordinaria che restano appannaggio della famiglia Vergnano.

Ricordiamo che il gruppo Vergnano ha chiuso l’esercizio 2020 con 79 milioni di euro di ricavi.

L’assemblea dal notaio

L’assemblea dei soci tenutasi il 29 aprile a Santena (Torino) presso la sede della Casa del Caffè Vergnano, verbale del notaio Paolo Osella di Torino, ha modificato l’articolo 30.2.

Presente il presidente Franco Vergnano, c’erano tutti gli azionisti: la Domenico holding srl, titolare del 51% in azioni A; la società olandese di Coca Cola, con azioni B e altri tre rappresentanti dei Vergnano (Giovanna, Enrico e Francesca), tutti con azioni A, relative alla nuda proprietà di cui Franco Vergnano, Lucia Capra e Carlo Vergnano hanno l’usufrutto.

La Domenico Holding srl è il veicolo al quale Franco, Giovanna, Enrico, Carolina, Carlo, Francesca e Pietro Vergnano, più Lucia Capra, hanno conferito il 51% a ottobre 2021 rispetto al 70% detenuto singolarmente.

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