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Chiude lo storico Caffè San Carlo di Torino, dal 2022 sarà ristorante stellato

Caffè San Carlo Torino
L'ingresso del Caffè San carlo di Torino

TORINO – Con quasi 200 anni di storia, 198 per la precisione, il Caffè San Carlo chiude i battenti. Ma non per sempre, nell’anno del suo bicentenario, il 2022, lo storico caffé, inserito anche tra i Locali Storici d’Italia, riaprirà come ristorante stellato, dopo un restauro degli stucchi e delle decorazioni delle sale interne e la trasformazione degli spazi per renderlo un ristorante. Anche se per essere propriamente stellato la stella dovrà conquistarsela. Non basta il cuoco, le stelle vano al locale.

La storia del Caffè San Carlo inizia nel 1822 quando il locale aprì con il nome di Caffè di piazza d’armi, la piazza infatti fino al 1817 serviva alle adunate dell’esercito sabaudo. Il Caffè fu uno dei ritrovi di patrioti e intellettuali del Risorgimento, in contrapposizione al Caffè Fiorio, dove si riunivano i conservatori. Proprio per sospetto di attività sovversiva il caffè venne chiuso più volte dall’autorità cittadina.

Nel 1837 il Caffè chiuse per pochi mesi, durante i quali, su progetto dell’Architetto Leoni e col permesso del Consiglio degli Edili, vennero realizzati i primi lavori di decorazione del locale che riaprì con il nome di Caffè Vassallo, dal nome del proprietario.

Tra il 1839 e il 1840 vennero ristrutturati i locali interni, affidando al pittore Rodolfo Morgari e al Borra la decorazione del salone centrale con pitture e dorature. Più tardi è la decorazione della saletta più piccola, detta “gabinetto cinese” dipinta nel 1851 da Pietro Spintz e Giacomo Beltrami. Decorato con stucchi, specchi, statue e capitelli dorati, il Caffè san Carlo fu definito una reggia dai cronisti dell’epoca.

Dalle sale del Caffé san Carlo sono passati personaggi del calibro di Giovanni Giolitti, Francesco Crispi, Alexander Dumas (figlio), Antonio Gramsci, Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi, che progetto proprio dai tavolini del caffé San Carlo la spedizione in Antartide.

Nel primo Novecento al San Carlo si potevano incontrare Benedetto Croce, Edmondo De Amicis, Luigi Einaudi, Piero Gobetti, Francesco Pastonchi o pittori come Felice Casorati.

Tra i tanti aneddoti che hanno caratterizzato il Caffè, ce n’è uno in particolare: fu il primo locale d’Europa ad essere illuminato a gas.

Durante la seconda guerra mondiale l’edificio in cui è situato il caffé subì gravissimi danni e il Caffé San Carlo rimase chiuso dal 1953 al 1963 per una lunga opera di restauro che ripristinò anche alcuni affreschi del soffito, andati persi con i bombardamenti.

Nel corso del tempo il locale ha cambiato più volte gestione, divenendo poi proprietà del gruppo Intesa San Paolo. Oggi, la società, approfittando del lockdown, punta a un restauro per redendere il locale un nuovo punto di incontro, sotto l’insegna del locale stellato.