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Capacità digitali: nell’era della nuova normalità è Starbucks l’impresa valutata più resiliente

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La Reserve Roastery Starbucks in Piazza Cordusio 3 a Milano

MILANO – In un mondo sospeso nella nuova normalità, le vendite digitali sono un’opzione pressoché obbligata, anche nel settore del fuori casa, uno dei più colpiti dalle norme sanitarie restrittive imposte dalla pandemia. Lo dimostrano i dati relativi agli Usa, del Limited Service Restaurant Digital Maturity Benchmark, 2020 report, realizzato da Incisiv. La capacità di adozione di innovazioni digitali è cresciuta mediamente nel settore del 20%, tra gennaio e ottobre di quest’anno.

Con circa il 25% degli esercizi di ristorazione di oltreoceano a concreto rischio di chiusura, le vendite digitali e i servizi di pick-up e delivery costituiscono una possibile ancora di salvezza.

E hanno conosciuto per questo un forte impulso. In cima alla classifica delle aziende più reattive e resilienti alla nuova realtà troviamo Starbucks.

Ma anche gli altri nomi del comparto Qsr e caffetterie non stanno certo a guardare. Alle spalle della catena di Seattle troviamo infatti insegne del calibro di Panera Bread (Jab Holding), McDonald’s, McAlister’s Deli e Pizza Hut, anch’essi tra i “top digital performers” nella graduatoria stillata da Incisiv.

Starbucks, in particolare, ha annunciato già la scorsa estate un piano per l’espansione di nuovi format legati a dimensioni di servizio adattate alla nuova normalità

drive-thru, pick-up con ordini via app e servizio “curbside pick-up” sempre da app. Per venire incontro alle nuove esigenze della clientela e alle norme vigenti.

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