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giovedì 13 Giugno 2024
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Lucca, la Torrefazione Bonito fallisce

I motivi della crisi improvvisa? La drastica riduzione del fatturato per la sempre più crescente difficoltà degli esercenti dei bar e ristoranti a mantenere la quantità del consumo di torrefatto. Attiva da 26 anni con migliaia di bar e ristoranti come clienti in Toscana, Sardegna, Lazio, Umbria ed Emilia Romagna

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LUCCA – La ripresa economica, almeno in Lucchesia, non c’è tanto che venerdì è stato dichiarato il fallimento di una nota azienda di torrefazione, confezionamento, vendita all’ingrosso e al dettaglio del caffè che era stata messa in liquidazione dal socio unico Renzo Zucconi.

Si tratta del Caffè Bonito impresa attiva da 26 anni con sede in via Malfatti a Santa Margherita di Lucca, tre addetti e migliaia di bar e ristoranti come clienti in Toscana, Sardegna, Lazio, Umbria ed Emilia Romagna.

A sancire la fine della società il tribunale fallimentare (presidente Giulio Giuntoli, giudici Giacomo Lucente e Carmine Capozzi) che hanno nominato curatrice Angela Gaziano fissando l’esame dello stato passivo per il 17 gennaio 2017.

La crisi del tazzina di caffè. Fondato nel novembre 1990 per volontà di tre soci (Vincenzo Palmieri al 33%, Salvatore Melis 33% e Renzo Zucconi 34%) e con un capitale sociale interamente versato di 52mila euro, il Caffè Bonito è salito alla ribalta come un caffè di qualità medio alta apprezzato da esercenti di locali pubblici tanto che nel 2015 aveva un fatturato di 1,3 milioni.

Sino al 2012 godeva di una equilibrata esposizione bancaria e i problemi sono iniziati dall’anno successivo quando i crediti verso i clienti sono aumentati arrivando ad un’esposizione raddoppiata l’anno scorso: da 334 mila euro a 721mila euro.

I motivi della crisi improvvisa? La drastica riduzione del fatturato per la sempre più crescente difficoltà degli esercenti dei bar e ristoranti a mantenere la quantità del consumo di caffè.

I ricavi sono scesi dai 983mila euro del 2011 ai 290mila del 2015 quando l’anno precedente avevano comunque raggiunto i 628mila euro.

Segno che la gente ha ridotto drasticamente il consumo di caffè e cappuccino al bar e preferisce fare colazione a casa o in ufficio attraverso le macchinette distributrici di bevande. Contestualmente sono cresciuti anche i debiti tributari e previdenziali: da 284mila euro nel 2011 a 778mila euro nel 2015.

Messa in liquidazione. Vista la grave crisi economica al termine dell’esercizio 2014 il socio unico Renzo Zucconi ha provveduto a mettere in liquidazione la società e per preservare il valore aziendale il 4 maggio 2015 ha affittato l’azienda alla società RN Caffè srl con sede in via di Tiglio a San Filippo con un canone d’affitto annuo di 60mila euro.

La Bonito Caffè ha subito alcuni procedimenti esecutivi (pignoramento presso
terzi) ad opera di creditori (tra cui Equitalia) per un importo complessivo di circa 500mila euro. Peraltro sono ancora accesi numerosi rapporti di comodato con clienti della società aventi per oggetto attrezzature come macchine da caffè, macinadosatori, lavastoviglie.

Luca Tronchetti

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