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Effetto Brexit: il tè Lipton trasloca a Rotterdam, pure Unilever via dal Regno Unito

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La Unilever House di Londra

MILANO — A poco più di un anno dalla Brexit, il tè Lipton, le saponette Dove e i gelati Magnum stanno per lasciare il Regno Unito. Unilever, il colosso dell’alimentare e dei prodotti per l’igiene, è in procinto di trasferire Oltremanica la sede londinese.

Unilever: la destinazione è Rotterdam

Proprio qui, la multinazionale riunirà le sue due sedi sociali, l’olandese e, appunto, quella londinese.

Dopo l’approvazione degli azionisti, il progetto potrebbe andare in porto entro la fine di quest’anno. Inoltre le azioni ordinarie Unilever NV quotate ad Amsterdam e i titoli Unilever Plc quotati a Londra saranno unificati.

«Unilever», precisa il gruppo, «continuerà a essere quotata a Londra, Amsterdam e New York».

Semplificare le strutture

Il colosso anglo-olandese con 169 mila dipendenti è già impegnato in un progetto di ottimizzazione dei costi e di massimizzazione del valore per i suoi azionisti.

Oltre alla trasformazione del suo portafoglio (con la cessione delle margarine e delle creme spalmabili per 6,8 miliardi di euro), Unilever vuole semplificare le strutture.

La sua rimane infatti un’organizzazione complessa. Un’eredità della fusione, avvenuta più di un secolo fa, tra il produttore olandese della margarina Unie e il fabbricante britannico del sapone Lever Brother.

Da allora il gruppo da 53,7 miliardi di euro di fatturato ha sempre conservato questa struttura bicefala.

L’unificazione delle sedi dovrebbe rendere più fluida l’organizzazione della multinazionale. Quest’ultima si è impegnata ad aumentare entro il 2020 il suo margine operativo dal 17,5% del 2017 al 20%.

Il peso della Brexit

Benché il gruppo, presente in 190 Paesi, non l’abbia mai evocata, secondo la stampa britannica la Brexit peserebbe non poco sulla decisione.

L’annuncio del trasloco della sede sociale di Unilever a Rotterdam arriva in un momento in cui il governo di Theresa May sta negoziando la difficile questione della transizione del paese fuori dall’Ue. Soprattutto i contorni delle future relazioni commerciali tra il suo paese e l’Unione europea.

Altri fattori

Innanzitutto, l’abbandono lo scorso autunno della tassa sui dividendi per gli azionisti stranieri delle società olandesi.

Ma anche il fatto che il paese permette alle società locali di meglio premunirsi contro eventuali opa ostili. Unilever ha comunque tenuto a ribadire che i 7.300 dipendenti che impiega nel Regno Unito e i 3.100 addetti nei Paesi Bassi non saranno «toccati dai cambiamenti».

Oltre al trasloco

Il gruppo, che vanta 13 marchi miliardari, ha annunciato un riassetto in tre divisioni, dalle quattro attuali. Due – i prodotti di bellezza (21 miliardi di euro) e quelli per la casa (11 miliardi) resteranno a Londra; mentre la divisione alimentare (20 miliardi di euro) avrà sede a Rotterdam.

Andrea Brenta