mercoledì 22 Settembre 2021

«Alexa fammi un caffè»: riflessione sul barista di Carlo Odello, direttore Iei

Il consumatore abituato alla cortesia automatica di una macchina come Alexa, cominceranno a pretendere lo stesso atteggiamento anche dai baristi in carne e ossa?

Da leggere

MILANO – Carlo Odello direttore generale dell’Istituto espresso italiano, ha commentato l’arrivo della novità Lavazza: Alexa, la macchina che ti prepara il caffè a casa e dialoga con te. Una tecnologia sicuramente accattivante per i consumatori, tanto più dopo un anno di pandemia in cui la figura del barista doveva esser rimpiazzata all’interno delle mura domestiche. Ma siamo sicuri che questo dispositivo può sostituire davvero il professionista dietro il bancone che tanto è diventato parte della tradizione italiana? Leggiamo le parole di Odello.

Alexa, la barista del futuro?

Qualche giorno fa un mio amico barista commentava lo spot di un noto marchio di caffè che ha lanciato una macchina uso casa che integra una famosa assistente vocale. Basta ordinare: “Alexa, fammi il caffè” e l’assistente vocale esegue, senza esitazioni. Il mio amico mi diceva: “Se va avanti così, finiremo tutti come Alexa”.

Amara ironia, ma che fa riferimento a quelle situazioni, sempre più frequenti, in cui il cliente al bar si approccia al barista in modo talvolta al limite dell’educazione, con toni che non si sognerebbe nemmeno di usare in altri contesti. Paradossalmente in un’epoca in cui siamo tutti virtualmente connessi si registra effettivamente un decadimento della qualità della relazione umana.

Eppure se ciò succede al bar, non è solo colpa del cliente

Talvolta è proprio un po’ il barista che legittima queste prese di libertà di clienti non sempre educati, questi modi di ordinare come se di fronte si avesse un assistente vocale e non un professionista. In quanti bar vediamo baristi senza divisa, arredamenti sciatti, pulizia non sempre impeccabile (e non parliamo della qualità in tazza)?

Credo che i torrefattori possano davvero fare moltissimo per supportare una maggiore professionalizzazione della figura del barista. Al di là di essere fornitori, i torrefattori possono essere partner e accompagnare i loro clienti in un percorso di miglioramento e affinamento professionale. Così, di fronte a una professionalità di un certo livello, nessun barista sarà più trattato come Alexa.

Carlo Odello direttore generale Iei

Ultime Notizie