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Trabatti: «Black friday, perché le superautomatiche son il miglior acquisto anti inquinamento»

Nel mare magnum di prezzi scontati e modelli su internet, il Black Friday può essere insidioso per i coffeelover: come scegliere e con quali motivazioni? Ecco il consiglio del professionista Alberto Trabatti, che racconta il mondo delle superautomatiche

alberto trabatti
Alberto Trabatti ripreso nel rito del caffè preparato con una macchina superautomatica

MILANO – Un nome che è già comparso più volte su queste pagine è quello di Alberto Trabatti della torrefazione Penazzi di Ferrara. In vista del Black friday torna a far valere la sua esperienza di professionista, proponendo una sua riflessione utile a orientarsi in mezzo alla vasta offerta di macchine per il caffè, che, in occasione del prossimo 29 novembre possono anche essere vendute a prezzi interessanti.

Tra l’altro sarà possibile vedere e incontrare Alberto Trabatti lunedì 2 dicembre nell’ambito del The Milan coffee festival allo stand della milanese Rocket specialista soprattutto in macchine di piccola taglia. Info: https://rocket-espresso.com/phone/index/htm

di Alberto Trabatti

FERRARA – Da tempo ho iniziato una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei privati, di piccole realtà come uffici e locali pubblici in cui il caffè non sia prodotto in quantità quotidiane significative. Ma si cerchi comunque un risultato in tazza di alta qualità. E non sia problematica la sua giacenza, che crea ossidazione.

Come mai, molti si chiederanno non propongo capsule o cialde? Semplicemente perché le macchine superautomatiche rappresentano l’ideale concorrente rispetto a queste tipologie di prodotto porzionato. E nulla hanno da temere sulla praticità d’uso, pulizia dell’area di lavoro compresa.

Sono la risposta al problema di ottenere un caffè macinato all’istante. Con la possibilità di regolarne la granulometria in caso di bisogno, l’intensità, e un impatto ambientale quasi a zero. I fondi esausti finiscono in un contenitore della macchina che, dopo circa una decina di espressi, è da vuotare. Ma si pongono direttamente nell’umido. In quanto non viziati da contenitori di alcun tipo e materiale intorno alla polvere.

Se il sacchetto contenente i chicchi è in triplice accoppiato finirà nell’indifferenziato. Viceversa, se è di carta, si ricicla anche questo. Ragione in più per poter definire un impatto prossimo allo zero, se la vostra torrefazione usa sacchetti di carta.

«Ci sono anche ragioni di ordine economico, a motivare la mia scelta»

Non è un mistero che molte capsule costino cifre dai 50 euro al kg a salire anche oltre i 100: un prezzo di torrefatti d’eccellenza. Invece le capsule spesso incorporano all’interno prodotti scadenti.

E questa politica la trovo alquanto offensiva nei confronti di chi ancora tosta artigianalmente caffè rari e pregiati. E se ne sente criticare il prezzo, a giudizio di alcuni “caro”. Peccato che si guardi il dito e non la luna, così facendo.

Le macchine superautomatiche sono anche una risposta più concreta e intelligente a coloro i quali sostengono che “le capsule sono pratiche“…

Queste macchine lo sono ancora di più. Perché hanno una maggiore autonomia a livello di produzione prima di esaurire l’acqua, i grani, e che il contenitore dei fondi si riempia prima di intervenire per continuare ad estrarre caffè.

E adesso il loro prezzo sta raggiungendo livelli accessibili a quasi tutte le tasche

Inoltre occorre fare una considerazione importante, che parzialmente ho anticipato poco sopra. Se anche si acquista una superautomatica a 300 euro, si ripaga il suo costo rapidamente con il differenziale tra il prezzo dei grani e quello delle capsule che è enorme.

Quanto espongo sottende anche ad un altro importante passo da compiere

Continua Alberto Trabatti: non ci si deve accontentare più di acquistare prodotti industriali, da parte del pubblico. Ma ora che si possono scegliere i chicchi vedendoli, annusandoli e provandoli. Ristabilendo un feeling diretto con la materia prima, il consumatore può imboccare una strada di conoscenza e di difesa dalle porcherie, a tutto vantaggio della salute, e, se vogliamo, in ultima analisi anche delle sue tasche.

Ci potrebbero essere dubbi circa l’utilizzo di siffatte apparecchiature circa la resa in tazzina. Ebbene, certamente il risultato ottenibile da una macchina espresso professionale è ancora più elevato. Ma stiamo parlando di strumenti che costano almeno un migliaio di euro ed oltre.

In questo momento, però, desidero darvi una speranza, anzi una certezza: che le capsule hanno un nemico serio, a tutto vantaggio dei consumatori. Lo spreco di energie e materiali che si genera anche realizzando capsule interamente compostabili è un controsenso. Data questa incomparabile opportunità.

“Pensate che all’estero una nota ditta produttrice di macchine superautomatiche vende circa un milione di pezzi all’anno solo in Germania”

Mentre in Italia la cifra, all’atto della fornitura dei dati in mio possesso, era di circa 80.000. Credo, e con una punta di orgoglio mi piace assumermi una piccola parte del merito. Che da quel giorno anche in patria stia salendo, per via di una comunicazione efficace e probatoria. Il risultato è sotto gli occhi. Se guardate alcuni video che ho sul canale Youtube e sul sito web le parole sono quasi superflue.

Una cosa importante: le consiglio, ma normalmente non le vendo (salvo modelli non in Gdo)

In quanto i margini che la grande distribuzione riesce ad ottenere sono tali da rendere più conveniente l’acquisto presso queste catene, o su siti internet dedicati. Non mi si attiene lucrare due pizze di guadagno a scapito della competitività economica, e delle figuracce con i clienti.

Per quanto mi riguarda faccio sempre molto volentieri due cose: dimostrazioni presso la mia Torrefazione a chi ne vuole sapere di più. Consigliando i modelli più adatti, e fornisco caffè in grani tostato sempre di fresco ai miei appassionati clienti.

Rimango a disposizione di chi vorrà approfondire l’argomento in privato.

Alberto Trabatti

Info: https://www.caffepenazzi.it