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giovedì 04 Luglio 2024
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Vietnam: Usda stima ora la produzione in calo del 6% a 29,75 milioni, tiene l’export

La produzione di robusta scende a 28,74 milioni (-5,7%); quella di arabica segna una flessione dell’8,2% attestandosi poco al di sopra del milione di sacchi. Il forte calo del raccolto di robusta è legato, in parte, a fattori ciclici, con una fisiologica flessione produttiva dovuta allo stress vegetativo, dopo l’abbondante raccolto 2021/22. Detti effetti sono stati però accentuati dalle minori cure agricole e dal ridotto uso di input, a causa del lievitare dei costi. Il report prevede, per il 2023/24, una ripresa della produzione, che risalirà a 31,3 milioni di sacchi, di cui 30,23 di robusta. In base al buon andamento nel corso dei primi mesi dell’anno, Usda ha rivisto al rialzo la sua previsione sull’export 2022/23, da 28,1 a 28,8 milioni. Ha inoltre elevato lievemente la sua stima sull’export 2021/22 portandola a poco più di 29 milioni di sacchi. Nel primo semestre 2022/23, Il Vietnam ha esportato un totale di 16,97 milioni di sacchi di caffè in tutte le forme: circa il 3% in più rispetto al pari periodo del 2021/22. L’export verso l’Italia è cresciuto del 16%

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MILANO – Usda rifà i conti sul Vietnam: taglia le stime sulla produzione e rivede al rialzo quelle sull’export, sia dell’anno scorso che di quest’anno, con un conseguente calo drastico delle scorte finali destinato a pesare sul mercato. Il nuovo report del servizio informativo estero del dipartimento Usa dell’agricoltura stima ora la produzione per l’annata 2022/23 in 29,75 milioni di sacchi, contro i 30,9 milioni indicati lo scorso inverno: oltre 1,8 milioni in meno (-5,8%) rispetto al precedente raccolto 2021/22, stimato, a sua volta, in 31,58 milioni.

La produzione di robusta scende a 28,74 milioni (-5,7%); quella di arabica segna una flessione dell’8,2% attestandosi poco al di sopra del milione di sacchi.

Il forte calo del raccolto di robusta è legato, in parte, a fattori ciclici, con una fisiologica flessione produttiva dovuta allo stress vegetativo, dopo l’abbondante raccolto 2021/22.

Detti effetti sono stati però accentuati dalle minori cure agricole e dal ridotto uso di input, a causa del lievitare dei costi.

Secondo fonti dell’industria, citate dal report, il costo medio di produzione è stato, nel 2022/23, di circa 1.200 dollari per ettaro: il 15% in più rispetto al 2021/22.

Il costo dei fertilizzanti è cresciuto addirittura del 70% spingendo i produttori a ridurne l’utilizzo o a optare per alternative naturali, con un conseguente calo delle rese unitarie.

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