mercoledì 18 Maggio 2022

Unesco, Rosanna Romano (Campania): “Unione, condivisione e visione unitaria a partire dalle comunità, dal Nord al Sud”

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NAPOLI – La dottoressa Rosanna Romano è il Direttore generale delle politiche culturali e del turismo della Regione Campania. È lei che ha seguito la vicenda verso il riconoscimento Unesco dal versante di Napoli sempre in stretto contatto con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Ed è stato proprio il presidente, svela Romano, a dare il via libera all’accordo con la cordata del Conte Giorgio Caballini: “Un accordo che rappresenta una rivoluzione culturale. Il segnale che ci può essere sintonia operosa tra Nord e Sud d’Italia”.

Esordisce la dottoressa Romano, che ha tra le sue competenze anche la gestione del catalogo dei beni immateriali e la gestione dei progetti di riconoscimento Unesco: “Noi siamo molto soddisfatti di come sono andate le cose, di come abbiamo lavorato per l’accordo dallo scorso ottobre. Abbiamo deciso con grande fatica e impegno di unificare le due candidature. Indubbiamente l’unificazione della candidatura ha fatto perdere a ciascuna delle due parti, ma sono certa che abbiamo tutti guadagnato di più. E non soltanto per il risultato in se. Questo perché in questo modo il progetto, ora comune, acquisisce una dimensione comunitaria e internazionale. Questo è il vero risultato che ci portiamo a casa”.

Proseguo Romano: “È difficile avere un riconoscimento Unesco ma è anche arduo mantenerlo. Quindi noi ci impegneremo a fondo nella tutela di questa approvazione. Stiamo già pensando ad un articolato programma di valorizzazione di diffusione e di sensibilizzazione per la tutela. Quindi con iniziative di formazione, di sensibilizzazione di coinvolgimento per mettere insieme le storie e le tradizioni e le indentità”.

Conclude Romano: “Un lavoro all’insegna dell’unità d’intenti. E il ministero ha gradito molto il lavoro che è stato fatto insieme. Ammetto che quando ci sono processi di integrazione è sempre molto faticoso ma poi la soddisfazione è maggiore per tutti.”

Dal fronte campano registriamo anche la dichiarazione del presidente della Commissione Agricoltura della Regione, Francesco Emilio Borrelli.

Francesco Emilio Borrelli
Francesco Emilio Borrelli presindete della Commissione agricoltura della Regione Campania

Il presidente Borrelli ha dichiarato all’agenzia Ansa: “Il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, ha annunciato l’approvazione all’unanimità da parte del Mipaaf della candidatura a patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco de “Il caffè espresso italiano tra cultura, rito, socialità e letteratura nelle comunità emblematiche da Venezia a Napoli”; si è riusciti dopo mesi di confronti e discussione a trovare una sintesi tra le due proposte che erano state presentate e che in una prima fase sembravano inconciliabili”.

“Ho partecipato a diversi tavoli ministeriali e abbiamo lavorato tutti per cercare di superare le visioni diverse – aggiunge Borrelli nella sua dichiarazione – Alla fine grazie alla buona volontà di tutti siamo riusciti a fare sintesi ottenendo il pieno riconoscimento della tradizione napoletana. Voglio ringraziare il governatore De Luca, il capo gabinetto, la dirigenza campana per le politiche culturali, la dottoressa Elga Sanità e il professor Marino Niola assieme alle comunità emblematiche locali guidate dalla storica caffetteria Gambrinus per aver creduto in questo progetto che adesso porta Napoli, la Campania e l’intero Paese a poter competere a ottenere questo nuovo riconoscimento Unesco”.

Un progetto, afferma ancora Borrelli, “a cui abbiamo sempre creduto”. Borrelli ricorda che aveva “da presidente dell’ Osservatorio per il patrimonio culturale immateriale della Campania presentato alla Commissione italiana per l’Unesco il dossier di candidatura “La cultura del caffè espresso napoletano tra rito e socialità”, redatto da un gruppo di esperti professori universitari, antropologi e giuristi.

I due dossier di candidatura del “Rito (Arte) del caffè espresso italiano tradizionale” e de “La Cultura del caffè espresso napoletano tra rito e socialità” si sono uniti in una sola proposta che il Ministero competente ha candidato a patrimonio Unesco”.

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