domenica 05 Febbraio 2023

Storia del caffè: ecco come cambia il prezzo nei bar dell’espresso dal 1945 a oggi

Si suppone che in passato il prezzo del giornale e quello del caffè al bar siano stati legati e che l’aumento di uno seguiva l’altro. Questo ragionamento è fuorviante: sono molte altre le motivazioni che portano a decidere il prezzo di un prodotto in un’attività commerciale

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Il prezzo del caffè al bar e negli esercizi pubblici in generale è un argomento sempre spinoso. Molto spesso si guarda con grande nostalgia al passato e ai prezzi più bassi e accessibili di allora. La frase “il caffè in passato costava quanto il giornale quotidiano” viene ripetuta spesso come un mantra religioso all’interno dei nostro bar e in tutte le analisi sull’argomento. Ma era veramente proprio così?

Il canale YouTube Aprire un bar video ha condiviso un’interessante analisi del caffè e la sua relazione storica con il prezzo del giornale. Riportiamo di seguito parte dell’articolo pubblicato sul portale della torrefazione Mokaflor e il link al video completo.

Il prezzo del caffè nella storia

FIRENZE – “Il caffè in passato costava quanto il giornale” è una frase che molto spesso sentiamo dire al bar o mentre discutiamo tra amici sull’annosa questione del prezzo del caffè. Ma è davvero così? Cerchiamo di scoprirlo attraverso un viaggio nella storia.

Il prezzo del caffè al bar è un argomento molto sensibile, che in questo periodo sta assumendo toni ancora più forti, per colpa dei continui aumenti nella reperibilità delle fonti energetiche e delle materie prime.

Un caffè costa poco, costa troppo. In base a quali parametri lo possiamo dire? Uno degli agganci più classici che viene fatto è proprio quello del prezzo del quotidiano, appunto: si suppone che in un passato il prezzo del giornale e quello del caffè al bar siano stati legati e che l’aumento di uno seguiva l’aumento dell’altro.

Questo ragionamento è fuorviante: sono molte altre le motivazioni che portano a decidere il prezzo di un prodotto in un’attività commerciale. Il prezzo della materia prima, la concorrenza, il mercato a cui ci riferiamo sono solo alcuni aspetti che possono far cambiare il prezzo, che poco hanno a che fare con il prezzo di un quotidiano di oggi o di ieri.

Ma è esistito un momento nella storia del nostro Paese in cui questi due elementi sono stati in correlazione?

In questo video della rubrica “Aprire un bar” abbiamo cercato di capirlo andando a ritrovare il prezzo di un espresso e di un quotidiano dal 1945 a oggi.

Il caffè nel dopoguerra

Partendo dall‘immediato dopoguerra un quotidiano costava cinque volte meno rispetto ad un espresso.

Questo dato è dovuto a vari fattori: non esisteva ancora un consumo di massa del caffè al bar, la tecnologia legata alle macchine da caffè era ancora arretrata (nei bar si utilizzavano ancora le macchine a vapore) e il giornale rappresentava un bene primario, l’unica forma di informazione per chi voleva tenersi aggiornato e, da non dimenticare, una forte fonte di informazione politica (pensiamo a quotidiani come L’unità o L’avanti).

Facendo una veloce comparazione si vede che i famosi 2 caffè al giorno, alla fine del mese, sarebbero pesati circa l’11% rispetto a quello che era lo stipendio medio dell’epoca, rendendo così la tazzina al bar un bene di lusso.

Il boom economico

Dobbiamo arrivare a metà degli anni ’60 nel pieno boom economico per trovare una delle incidenze più basse della storia nel rapporto giornale/caffè: aumentano gli stipendi, il benessere si diffonde nella popolazione, il prezzo del caffè non aumenta molto e si diffonde, mentre aumenta il prezzo della carta stampata, arrivando a una differenza di sole 10 lire. I 60 caffè al mese incidono su uno stipendio medio adesso solo del 4,9%.

Negli anni ’70, per la prima volta in questo viaggio della storia italiana, i prezzi dei nostri due protagonisti si equivalgono: 70 lire.

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