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Starbucks paga l’università ai partner del Regno Unito contro la Brexit

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LONDRA – I partner Starbucks che lavorano nel Regno Unito non risentiranno degli effetti collaterali della Brexit. Lavoro e formazione continueranno senza problemi per i dipendenti della catena americana, poiché sarà essa stessa a sostenerli nei loro studi universitari. Il colosso del caffè Usa ideato da Howard Schultz, salderà le rette dei partner inglesi che vogliono raggiungere l’importante traguardo della laurea oppure terminare le superiori. Al momento questa operazione è limitato a un centinaio di lavoratori che seguiranno le lezioni online della Arizona State University, ma è in programma l’estensione dell’iniziativa solidale. Leggiamo i dettagli dal Corrieredellasera.it, da un articolo di Antonella De Gregorio.

Brexit o meno, Starbucks non abbandona i partner più volenterosi

Questi infatti potranno studiare part time, mentre lavorano. E scegliere tra 40 discipline diverse, da economia, a informatica, da arte a scienze politiche. Ogni studente avrà anche diritto a un consulente per la fase dell’iscrizione e per tutto il corso di studi. Unico requisito, aver lavorato almeno tre mesi per il gruppo e non essere già laureati o iscritti a corsi scolastici o percorsi di formazione. Le iscrizioni sono aperte da martedì 2 aprile.

Benefit

Una conferma della politica di welfare inaugurata dall’ex presidente Howard Schultz.

I benefit previsti per i dipendenti: assicurazione sanitaria, partecipazioni azionarie e, da ultimo, anche la retta del college gratis. Il programma è stato testato con successo negli Usa dove, dal 2014, ben 2.400 dei 18mila dipendenti (su un totale di 135mila) che hanno fatto domanda, si sono laureati.

Le persone prima

«Starbucks è un’azienda che ha sempre messo le persone al primo posto», ha confermato Martin Brok, presidente europeo della società. Che spiega che lo schema servirà anche ad attrarre e trattenere personale, nel dopo Brexit. L’incognita della forza lavoro agita anche altre catene della ristorazione: Pret a Manger, per esempio, che tra i suoi dipendenti conta solo un cittadino britannico ogni 50.