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mercoledì 12 Giugno 2024
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Starbucks arriva a Napoli nella Galleria Umberto I: “Occasione per rilanciare il monumento”

Gimmo Cuomo al Corriere della Sera: "Non solo non è il caso di gridare allo scandalo. Ci starebbe, invece, l’accensione di un cero a San Gennaro per grazia ricevuta. Il rilancio del monumento potrebbe essere determinato proprio dall’appeal del brand globale, in grado, allo stesso tempo, di attrarre l’ormai permanente sciame turistico e di incuriosire gli oltranzisti della tazzulella ’e cafè"

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Era stata annunciata da tempo l’apertura napoletana di Starbucks ma, dopo innumerevoli problemi logistici e burocratici, la caffetteria ha finalmente una data di inaugurazione ufficiale: il 23 maggio. In prossimità dell’apertura di Starbucks di Napoli sul Corriere della Sera è uscita una riflessione del Gimmo Cuomo, il giornalista e critico enogastronomico. Secondo Cuomo l’arrivo della sirenetta nella Galleria Umberto I di Napoli è un’ottima occasione per rilanciare il monumento della città. Leggiamo di seguito parte delle sue considerazioni.

L’apertura di Starbucks a Napoli nella Galleria Umberto i

NAPOLI – Con l’apertura al pubblico del primo store Starbucks a Napoli, si infrangerà l’ultimo tabù: nella patria riconosciuta, almeno a livello nazionale, del caffé, si affaccerà la catena statunitense nata a Seattle più di mezzo secolo fa e di lì dilagata in tutto il mondo.

La bandierina nella Galleria Umberto è stata preceduta da quella piantata un anno fa alla Reggia Design Outlet di Marcianise, un’operazione interpretata, non senza ragione, come una prudente tappa di avvicinamento alla capitale del Mezzogiorno.

Quando, nel 2018, Starbucks inaugurò a piazza Cordusio a Milano la fastosa Reserve Roastery in molti erano pronti a scommettere che il brand mondiale del caffè non avrebbe mai potuto far fortuna nella città in cui ’o cafè non è solo una bevanda, ma un’antica liturgia, un rito eternato dalla lectio mirabilis di Pasquale Lojacono al professore dirimpettaio in Questi fantasmi.

Così come ’a tazzulella non è solo un contenitore di liquidi ma anche, e soprattutto, di stati d’animo. Il “tempio” è già stato profanato. È vero, Pizza Hut non ha mai nemmeno provato a mettere radici all’ombra del Vesuvio. Al massimo ha dovuto accontentarsi di trovare spazio sulla Tamiami Trails di Naples, in Florida. Ma recentissima è la conferma dell’imminente sbarco in città di Crazy Pizza, il brand di Flavio Briatore.

Tornando all’apertura di Starbucks in Galleria, non solo non è il caso di gridare allo scandalo. Ci starebbe, invece, l’accensione di un cero a San Gennaro per grazia ricevuta. Il rilancio del monumento potrebbe essere determinato proprio dall’appeal del brand globale, in grado, allo stesso tempo, di attrarre l’ormai permanente sciame turistico e di incuriosire gli oltranzisti della tazzulella ’e cafè.

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