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Starbucks: al debutto la partnership indiana con Tata Global Beverages. Il primo locale ha parto i battenti venerdì a Mumbai

MILANO – In ritardo di circa 2 mesi rispetto ai piani, Starbucks ha inaugurato venerdì il suo primo locale in terra indiana. Dopo anni di annunci e smentite, sondaggi e tentativi andati a vuoto, la catena americana ha individuato in Tata il partner locale più consono per lo sbarco nel secondo paese più popoloso del mondo.
 Il locale pilota, che segna il debutto di questa joint-venture, ha aperto i battenti nel prestigioso contesto dell’ Elphinstone Building in Horniman Circle, nell’area sud di Mumbai (l’antica Bombay), capitale dello stato del Maharashtra e massima città dell’India, con una popolazione che supera i 20 milioni di abitanti.
 
“Siamo fieri di entrare nel mercato indiano assieme a Tata Global Beverages, una società che condivide molti dei valori sui quali Starbucks è stata fondata oltre quarant’anni fa” ha dichiarato Howard Schultz, presidente e ceo di Starbucks Coffee Company “Starbucks e Tata stanno compiendo un investimento a lungo termine, che guarda allo straordinario potenziale di crescita di questo grande mercato”.
 
I piani iniziali prevedono una cinquantina di aperture nell’arco di un anno. Tata Coffee sarà anche partner di filiera di Starbucks quale fornitore di caffè verde. Tata e Starbucks lavoreranno insieme inoltre “per migliorare il profilo commerciale degli arabica indiani nei mercati di tutto il mondo”.
 
Starbucks entra in un mercato affollato, anche se lontano dalla saturazione, visti i margini di crescita e il dato ancora molto basso dei consumi pro capite. Dovrà guardarsi innanzitutto dai due maggiori competitor – Café Coffee Day
(di Amalgamated Bean Coffee Trading Company Ltd.), con i suoi 1.360 esercizi
e Barista Lavazza, che conta 318 esercizi.
 
Ma ci sono anche altri nomi di spicco, come Costa Coffee, Dunkin’ Donuts, Gloria Jeans, per citarne alcuni.
 
Dovrà inoltre far quadrare i conti, a fronte dei costi proibitivi del mercato immobiliare indiano. I canoni di locazione dei locali commerciali di Mumbai e Delhi costano più di quelli di Londra o New York; dichiarava di recente Andy Marshall, direttore commerciale di Costa Coffee per l’Europa, l’Asia occidentale e l’India) e del tenore di vita ancora basso della maggioranza della popolazione.
 
Secondo la Banca Mondiale, due indiani su tre vivono tuttora con meno di 2 dollari al giorno. I listini dovranno quindi allinearsi a quelli della concorrenza e attestarsi, secondo alcuni analisti, su una media di 2-2,5 dollari per le bevande più popolari, contro 4 dollari in Cina e 3,5 negli Usa.
 
A titolo di raffronto, da Café Coffee Day la tazzina di cappuccino costa 61 rupie (1,14 dollari), da Barista Lavazza 69 rupie.
 
Una conferma in questo senso sembra giungere dalle parole di Schultz, che ha prospettato prezzi accessibili a tutte le tasche, e dai primi resoconti stampa. Oltre alle specialità al caffè, i locali indiani serviranno anche i tè a marchio Tata e una quarantina di specialità dolci e salate.
 
Tata Starbucks inaugurerà già questa settimana due nuovi locali a Mumbai presso l’Oberoi Mall e il Taj Mahal Palace Annexe.
Per la prima apertura a Delhi bisognerà aspettare invece il 2013.
 
I piani per l’anno in corso prevedono 500 nuove caffetterie in Asia Pacifico, con la Cina quale area prioritaria di espansione. Negli States – secondo quanto dichiarato da Schultz in una recente intervista – aprirà un migliaio di nuovi locali nell’arco dei prossimi 5 anni.