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sabato 15 Giugno 2024
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Shakerato, con spezie ed agrumi: i mille gusti del caffè in Sicilia

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PALERMO – Shakerato, miscelato, filtrato, ghiacciato. Unito a spezie o agrumi, cioccolata o distillati. Benché nell’immaginario collettivo il caffè, in Italia, sia per lo più sinonimo di espresso, in estate sono in tanti a scegliere dei modi alternativi di consumarlo durante la giornata. L’ importante è che sia freddo se non addirittura on the rocks e, naturalmente, di ottima qualità.

«La crema di caffè fredda – racconta Arturo Morettino della storica azienda palermitana- nella tradizione della mia famiglia segnava il passaggio dalla primavera all’estate ed era fatta raffreddando e frullando il caffè con un poco di zucchero. Ne veniva fuori una bevanda dal gusto genuino e fresco che oggi rispolveriamo piacevolmente e che naturalmente non ha nulla a che fare con le creme caffè che si trovano in commercio. Un’altra possibilità, sempre attuale, è il caffè freddo shakerato che, a differenza di quello precedente, ha la schiuma».

Un buon espresso fatto con miscela arabica, raffreddato con ghiaccio, può diventare la base per interessanti sperimentazioni che danno vita a valide alternative al classico caffè, dissetanti e corroboranti nei giorni di gran caldo.

«La menta, la melissa, il cardamomo, ben si sposano con gli aromi del caffè – continua Morettino – così come il cioccolato, l’ arancia o la scorza di limone, l’ anice stellato o la sambuca da aggiungere ad un espresso raffreddato con ghiaccio e leggermente zuccherato e ancora il latte di mandorla o il gelato alla nocciola sono dei matrimoni perfetti».

Un’altra preparazione, da consumare dalla colazione al dopocena, è la granita «meglio se fatta con un caffè monori gine come ad esempio quello del Burundi che, una volta zuccherato, per dele caratteristiche di acidità e mantiene solo un piacevole sapore di susina matura», spiega Francesco Lipari della Histo Caffè, torrefazione palermitana specializzata in specialty coffee e nella formazione di baristi.

«La tendenza di questa estate – aggiunge – è quella del cold brew, l’ estrazione a filtro con acqua fredda. Si tratta di estrazioni molto lunghe che possono durare anche dodici ore ed hanno la particolarità di esaltare gli aromi fruttati del caffè che non vengono coperti dal calore dell’ acqua». «Questi caffè – aggiunge Alessio Vabres, giovane barista palermitano quinto classificato ai Campionati italiani Baristi 2016 – possono essere bevuti freddi, serviti con acqua tonica o selz o utilizzati come componente di cocktail che si stanno diffondendo sempre di più».

Il caffè estratto a freddo con l’ aggiunta di gin o rum, vermouth o vodka ad esempio, può dar vita ad interessanti varianti ai drink più conosciuti per l’aperitivo o il dopocena.

Clara Minissale

 

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