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“Per il settore del caffè, ricavi a 4,8 miliardi: +2,8% (ma +6,7% al Sud), giù gli utili: -24,1% sul ’16”

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L’analisi Competitive Data sui bilanci delle aziende del settore Caffè

MILANO – Si conferma la crescita del settore del caffè, che sfiora i 4,8 miliardi di ricavi segnando un +2,8%, con punte del 6,7% al Sud. Ma il quadro evidenzia anche un ridursi dei margini e un ridimensionamento degli utili. Così l’analisi dei bilanci di Competitive Data sulle prime 282 società di capitali appartenenti al settore della produzione di caffè, per il triennio 2015-2017, che offre importanti spunti di riflessione.

Ricavi in crescita, margini in sofferenza

I ricavi totali, per un controvalore di 4.792 milioni di euro, registrano una crescita del +2,8%, con le regioni del Sud e delle Isole che ottengono la crescita più elevata, +6,7%, seguite dalle regioni del Centro con un incremento del +3,0%, non molto diverso da quello delle regioni del Nord Est, +2,8%, mentre le regioni del Nord Ovest crescono del +1,8%.

A livello regionale Il Sud contiene sia la crescita più elevata, la Sicilia con il +10,0%, che la flessione maggiore, la Puglia con il -3,4%.

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Raggruppando le aziende per classi di fatturato la crescita maggiore avviene tra quelle con ricavi compresi tra 10 e 30 milioni di euro (+3,3%), seguite dalle aziende con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro, +1,6%, mentre sono stabili le aziende con fatturato superiore ai 30 milioni di euro.

Se guardiamo all’Ebitda le differenze tra le varie aree territoriali sono più sensibili; il dato complessivo vede l’Ebitda in flessione del -2,6%, dove il calo maggiore è fatto registrare dalle regioni del Centro, -9,7%, seguite da quelle del Nord Ovest in calo del -4,3%, contengono il segno negativo al -0,5% Sud e Isole, mentre si muovono in controtendenza quelle del Nord Est in crescita del +0,6%.

Diminuiscono gli utili e le aziende in utile

Gli utili sono in forte ridimensionamento, -24,1%, rispetto al 2016. Tra le regioni più virtuose il Piemonte, che fa segnare il valore più alto, 2.805.000 euro, mentre dalla parte opposta l’Emilia Romagna fa registrare una perdita media di 9.000 euro.

L’incidenza dell’utile sul fatturato è stata del 2,7% nel 2017, anch’essa in ridimensionamento rispetto al 3,0% del 2016.

Nel 2017 sono 243 le aziende che chiudono l’esercizio in utile, in diminuzione rispetto alle 247 del 2016.

Indici di redditività ai minimi del triennio

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  • Il roe medio nel 2017 è stato del 5,9%, in flessione rispetto al 8,7% del 2016, ed ai minimi del triennio.
  • Il roi medio è stato pari al 7,1%, in calo rispetto al 9,5% del 2016.
  • Il ros è stato pari al 5,2%, era il 6,8% nel 2016.

Segue lo stesso andamento l’Ebitda medio rispetto al fatturato, o margine operativo lordo, passato dal 13,4% del 2016 all’ 11,5% del 2017.

Rischio finanziario stabile

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2017 il rapporto di indebitamento evidenzia un valore pari a 2,0, invariato rispetto al 2016.

L’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato è stata dello 0,6%, in miglioramento rispetto allo 0,7% del 2016.