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Rosalia Becca, Altogusto-Sassari: «Fondamentale raccontare la storia di ogni caffè proposto»

Racconta la professionista: "Solo comunicando cosa si sta degustando si può essere vincenti. Siamo stati nel 2010 la prima caffetteria che ha portato l'espresso al costo di 1 €. E' ovvio che le critiche non sono mancate ma, la qualità offerta e la cura che abbiamo eseguito per ogni preparazione, assieme all'informazione sul prodotto hanno superato con il tempo la mentalità di pagare troppo poco la tazzina"

rosalia becca
La professionista in azione

MILANO – Per la rubrica che parla delle donne del caffè attraverso la loro stessa voce, questo è il turno di Rosalia Becca, che instancabilmente lavora al bancone del bar Il posto di AltoGusto di Sassari. Portando non solo l’espresso di qualità, ma la cultura del caffè e dello specialty.

Rosalia Becca lavora da 25 anni nei pubblici esercizi

E da sempre tra i diversi prodotti del bar, la passione è sempre stata quella per il caffè.

Continua Rosalia Becca: “Una passione , inseguita e coltivata anche grazie alla collaborazione che oltre 10 anni fa ho iniziato con un azienda leader in Sardegna per il settore Horeca. Un lavoro che mi ha aiutato ad ampliare le mie conoscenze, attraverso corsi di formazione prima in Inei, e sucessivamente con Sca , Cqi e il percorso latte art grading system.

Un’altra grande esperienza che ha avuto il fine di migliorare la mia conoscenza sul caffè è stata quella del mio viaggio in piantagione. Dove ho sviluppato la consapevolezza del grande lavoro dei farmers e così ho acquisito al meglio i passaggi di tutti i processi di lavorazione del caffè : un chicco di caffè dovrebbe costare 1 € e non i pochi centesimi che vengono retribuiti ai coltivatori.”

Il lavoro di Rosalia Becca in tutti i suoi volti

“Attualmente, oltre che gestire il coffee shop “Il posto di Altogusto” rivesto il ruolo di responsabile della formazione per Altascuola coffee training by Altogusto. Comunicare e portare lo specialty coffee, è stato un percorso difficile: i primi passi sono stati faticosi, perché il consumatore non immaginava assolutamente cosa si nascondesse in una tazzina di espresso.

Erano sconosciute le varietà innanzitutto e così i profili aromatici. Stesso discorso vale per i vari metodi di lavorazione e di estrazione. Posso dire che il processo di tostatura che per tanti anni ho curato nel precedente locale per cui lavoravo, davanti agli occhi attenti dei clienti è stato fondamentale per aprire le porte allo specialty – ogni ultimo venerdì del mese organizzavo un piccolo seminario con tostatura per i non addetti ai lavori, proprio per stuzzicare la curiosità e le papille gustative.

Dunque è fondamentale raccontare la storia di ogni caffè e tazzina

Continua Rosalia Becca: “Solo comunicando cosa si sta degustando si può essere vincenti.
Siamo stati nel 2010 la prima caffetteria che ha portato l’espresso al costo di 1 €. E’ ovvio che le critiche non sono mancate ma, la qualità offerta e la cura che abbiamo eseguito per ogni preparazione, assieme all’informazione sul prodotto hanno superato con il tempo la mentalità di pagare troppo poco la tazzina. Ora posso vendere l’espresso in miscela a € 1.20 e gli specialty in espresso dai €2.00 in su.

Rosalia Becca: Essere donna imprenditrice non mi ha mai fatto sentire in difficoltà

“Piuttosto, il recente lockdown è stato un passaggio della vita indimenticabile sotto tutti i profili. Ovviamente incassando zero € per oltre due mesi le perdite saranno a fine anno notevoli.

Abbiamo riaperto con coraggio, determinazione e positività. La risposta è stata buona ed ho avuto la sensazione che il bar e la nostra professione abbia acquistato un pochino di rispetto in più da parte del consumatore. I clienti sono tornati a trovarci, anche se non tutti tutti ma, sono certa che la convivialità con un amico e una tazzina di caffè non morirà mai.

Affrontiamo le nuove misure da attuare con estrema cura organizzativa. La fortuna poi vuole che il locale sia abbastanza capiente e privilegiato da uno spazioso dehors. Sotto il profilo economico è sicuramente un handicap al quale però non vogliamo assolutamente ancorarci.  Si lavora con il sorriso e senza lamentele.”