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Roberto Quattrer: da esperto individua tutti i punti critici che ogni gestore deve affrontare

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Qual è il vero volto dei bar caffetteria italiane? La parola direttamente a chi li gestisce

MILANO – Perché alcuni locali chiudono nel giro di un anno dall’apertura? Quali sono i problemi principali che un gestore si trova ad affrontare durante l’attività? Un modo per affrontare le situazioni critiche, è sicuramente quello di restare informati. Da qui l’idea di confrontarsi direttamente con chi lavora ogni giorno al servizio dei consumatori. Di seguito, il punto di vista interno di Roberto Quattrer. Gestore di Collegno, a Torino, di Gelato e Caffè italiano. Il quale ha voluto raccontare la realtà in cui versa il settore dei pubblici esercizi.

Roberto Quattrer, a capo di un’azienda di famiglia di arredamenti e macchinari per locali

I principali aspetti critici individuati dall’imprenditore sono chiari: “la tassazione troppo alta, in particolare quella relativa ai rifiuti che si è impennata negli ultimi anni. A fronte però di una raccolta differenziata che spetta a noi gestori fare.

A questo si aggiunge il costo del lavoro troppo alto. In particolare la quota contributiva, che rende il personale una voce di costo fisso troppo alta. Per concludere poi con gli affitti altissimi, regolati da contratti che non permettono gli investimenti necessari.”

Continua l’analisi di Robert Quattrer

“Anche la legge Bolkestein ha creato nuovi costi da sostenere. Mentre le attuali associazioni di categoria non riescono a ottenere nulla che vada a favore del settore. Ormai è sempre più diffuso il fenomeno della saturazione e della polverizzazione del mercato.

Tutto ciò arriva insieme all’incapacità di avviare un concreto sviluppo del turismo dall’estero in Italia. Poi è anche da sottolineare l’avvenuta contrazione dei consumi in special modo quelli alimentari fuori casa.”

Il costo del personale, perché è così insostenibile?

“A causa degli oneri altissimi a fronte di basse retribuzioni.”

Quali sono le agevolazioni che mancano ora come ora?

Risponde Roberto Quattrer: “Non me ne occupo io direttamente. Tuttavia, provando a rispondere, se non ricordo male alcune agevolazioni dei governi precedenti non sono state rinnovate.

Esistono nuovi costi da sostenere, oggi?

“Sì. Mi riferisco ai nuovi costi a favore dei Comuni di appartenenza.

Lei si sente rappresentato dalla Fipe?

“Mai avuto nè un contatto né una proposta dalla federazione. Mi chiedo, e rivolgo la domanda in generale: questa organizzazione pensa davvero di agire in maniera efficace nel sostegno agli esercenti? Io non conosco degli interventi veri e propri. Forse a causa mia, oppure perché manca l’informazione o, direttamente delle azioni concrete. ”

A proposito della saturizzazione e polverizzazione del mercato: che ne pensa della liberalizzazione delle licenze?

“Come ho accennato già in precedenza, questa liberalizzazione ha creato un contesto caotico. Le licenze sono ora un po’ troppo selvagge,e quindi la liberalizzazione andrebbe di certo regolamentata meglio.”