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Il primo Starbucks in Italia? Secondo i clienti stranieri «è il migliore al mondo»

reserve roastery starbucks
Esterno notte del primo Starbucks italiano

MILANO – La coda partita con l’apertura del sette settembre della Reserve roastery Starbucks non si è ancora esaurita. Tranne la mattina prestissimo e la sera tardi. Anzi: continuano a presentarsi numerosi i coffeelover da tutto il mondo, disposti uno dietro l’altro con l’obiettivo di assistere allo spettacolare sogno divenuto realtà di Howard Schultz in Italia. I tempi di attesa possono durare ore, considerato soprattutto che, chi entra da Starbucks non lo fa certo per una toccata e fuga, ma vuole godersi un’esperienza prolungata. “Breve ma intenso” è la filosofia dietro l’espresso al volo italiano, ma non è certo quella su cui si basa la catena di caffetterie che ha fatto del wi-fi il suo marchio di fabbrica. La domanda quindi esce spontanea: stare in piedi a passo da museo così a lungo, vale la pena? Ecco alcuni feedback di chi ce l’ha fatta a rimanere in prima linea.

Reserve roastery Starbucks: in Italia i coffeelover di tutto il mondo

Le voci che sono state raccolte sul sito del colosso della caffetterie sono tante, diverse, ma tutte in un coro nel dire: sì, aver portato pazienza è stato ampiamente ricompensato.

Già molte ore prima dell’apertura officiale della prima Reserve roastery Starbucks in Italia, la fila fuori aveva raggiunto la lunghezza dello stesso edificio. La gente è confluita all’interno con gli occhi spalancati e le bocche aperte. Ovviamente, registrando con gli smartphone. Il locale si è riempito al massimo in poco tempo, intanto che le persone giravano, ordivano e compravano.

IMA
MAZZER
Starbucks
Stupore a bocca aperta

La cliente che ha abbracciato Howard Schultz

“Ero ossessionata dal dover esser i primi” ha detto Erika Aragon che, con suo marito Dimitri e la loro bimba di 4 anni, Serafina, sono stati tra i primi ad entrare. E’ stata accolta dallo stesso Schultz, che ha potuto persino abbracciare.

“Era davvero bellissimo. Non è come il solito Starbcuks” ha aggiunto. Quando ha scoperto dell’apertura della Reserve roastery Starbucks a Milano, proprio per il compleanno di suo marito, ha capito che si sarebbe dovuta alzare presto per mettersi in fila. E il marito, Dimitri ha detto:”Sembra di essere nella fabbrica di cioccolato di Willy Wonka.”

Erika Aragon, col marito Dimitri la loro figlia Serafina

Alla sera, quando la Roastery è aperta ormai da ore, la fila è ancora chilometrica

I partner di Starbucks e i capi vanno su e giù per la fila, distribuendo tazze di caffè con French Press, per dare un assaggio di ciò che li aspettava all’interno. Una volta entrati, la gente passeggiava, si faceva foto e video, compravano e si rilassavano tra il cibo e il bere.

Mike Reynold ha viaggiato da Bellevue in Italia

Un cliente che aveva già conosciuto Kevin Johnson, il nuovo presidente e amministratore delegato di Starbucks, quando avevano condiviso a Washington una pausa caffè, intanto che erano vicini di casa. “Kevin mi ha raccontato dell’apertura a Shanghai e io mi son detto: ok andrò alla prossima.” racconta Reynolds. “E’ eccitante, il modo in cui i chicchi viaggiano nei tubi, la parete in bronzo con i cartellini che formano le parole. E’ addirittura meglio di come me lo aspettassi.”

Travis Imel è arrivato a Milano da Washington D.C.

La sua famiglia si trova a Seattle, ma lui lavora all’Università di Gallaudet. La sola nel mondo per sordi. “Sono venuto per l’inaugurazione. Ovviamente anche per visitare Milano.” Ha scritto nel notebook. “Semplicemente, adoro questo posto!”.

Imel indossava una maglietta Starbucks con l’immagine di alcune mani che tracciavano le lettere S-T-A-R-B-U-C-K-S nel linguaggio dei segni americano. Ha detto poi di esser entusiasta rispetto alla notizia di una prossima apertura proprio a Washington D.C.

Travis Imel

Sheng-Chi Lin

Arrivato da Taiwan ha riempito un trolly intero con le tazze ideate per la nuova Reserve roastery Starbucks. Ha compiuto per questo, ben un giorno di viaggio da casa, non per vedere Milano e L’Italia ma soprattutto per esser presente all’apertura.

“E’ il primo Starbucks in Italia, quindi detterà la moda. Ho portato una valigia vuota con me, per poterlo riempire con tanti souvenir. Nel mio Paese, siamo in tanti a collezionare questi oggetti. Questo poi, è di certo il miglior Starbucks in cui sia mai stato.”

Lin Shen Chi con il suo trolley riempito di gatdet