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Reserve Roastery Starbucks di Piazza Cordusio a Milano: “Due milioni di clienti il primo anno”

Starbucks Reserve roastery di Milano: trecento metri di coda in Piazza Cordusio sin dal primo mattino
Starbucks Reserve roastery di Milano: trecento metri di coda in Piazza Cordusio sin dal primo mattino

MILANO – A più di un anno dalla fastosa inaugurazione di Piazza Cordusio della Reserve roastery Starbucks, il primo punto italiano del colosso americano, facciamo un po’ i conti. Di che salute gode la catena, proprio nel luogo in cui Howard Schultz ha avuto la sua ispirazione iniziale? Per saperlo basta affidarsi ai numeri degli scontrini emessi, che registrano una vera e propria esplosione a Milano. Il presidente per Starbucks EMEA Martin Brok afferma che si sono già serviti “Due milioni di clienti”.

Reserve Roastery di piazza Cordusio, inaugurata un anno fa, è un successo

Il presidente Martin Brok continua poi con delle rivelazioni importanti, rilasciate al supplemento settimanale de La Repubblica Affari e Finanza, rispetto alle prossime vie evolutive della stessa rete di coffeehouse. Un progetto che parla della prossima apertura di Torino.

Il primo anno di vita della Reserve Roastery nel pieno centro di Milano, segna un andamento positivo che conferma gli entusiasmi iniziali. Ben due milioni di clienti hanno varcato le porte di questo tempio del caffè di un marchio statunitense in Italia, per visitare questa mecca per coffeelover nella Patria del caffè.

Guardiamo gli ingressi della Reserve Roastery in altri termini

Lo stesso numero può far ancora più impressione se lo si analizza secondo le visite giornaliere: ogni giorno, circa 5.500 clienti hanno ordinato alle cafsse di Starbucks approfittando della vasta scelta di prodotti offerta da Piazza Cordusio.

Per dirla ancora insieme a Martin Brok, ricorriamo alla parola «humbled», «commossi »

Il commento del presidente per Starbucks in Europa, continua la sua cronaca di un anno travolgente: «Quando pianificavamo l’ apertura, per noi era d’ importanza cruciale riuscire a fare bene». E, ancora il manager olandese che prima di entrare in Starbucks ha lavorato in altri colossi quali Coca Cola, Burger King e Nike aggiunge: «Sapevamo di dover fare qualcosa d’inatteso. Qualcosa che rappresentasse allo stesso tempo un tributo alla città di Milano che con i suoi bar ha dato l’ispirazione per far diventare Starbucks ciò che è adesso. E una celebrazione di quanto abbiamo imparato sul caffè durante tutta la nostra storia».

Nella Reserve Roastery di Milano, servite 115 diverse bevande a base di caffè

Durante questo primo anno di attività a tutto motore, le tonnellate di caffè torrefatte nella macchina Brambati color verde pisello sono state ben 375. Torrefatto venduto direttamente sul posto o attraverso gli altri locali italiani e stranieri del marchio della sirena. Ancora Martin Brok, racconta: «È stata un’ esperienza meravigliosa incontrare e conoscere la comunità milanese e quella italiana. Con le quali condividiamo una profonda passione per il caffè»,

Brok: la clientela rappresenta il «giusto equilibrio» tra persone che ritornano ogni giorno e visitatori dal resto d’Italia e del mondo

E dopo la Reserve Roastery di Milano, quali sono i prossimi passi in Italia? La risposta arriva, ancora una volta, da Brok: «Questo primo anno lo abbiamo dedicato a scoprire e a metterci in relazione con il mercato italiano. Quindi, abbiamo fatto conoscenza dei nostri clienti a Milano; li abbiamo ascoltati e abbiamo condiviso la nostra passione per l’ arte e la scienza del caffè.

Siamo stati incoraggiati da come gli italiani hanno abbracciato il nostro marchio ma sappiamo che il successo non è un diritto acquisito. Dobbiamo continuare a guadagnarci la fiducia dei clienti giorno dopo giorno» e chiarisce anche: « La nostra attenzione è dedicata allo sviluppo in Italia che stiamo portando avanti assieme al gruppo Percassi».

Sono sette le coffehouse a Milano in partnership con il bergamasco Antonio Percassi

L’unico licenziatario del marchio Starbucks in Italia. «Le coffeehouse offrono ai clienti il nostro menù tradizionale, inclusi classici come il “Caramel Macchiato” e il “Frappuccino”; i più popolari in tutto il mondo, assieme ad alcuni speciali pensati appositamente per il gusto italiano. Come i croissant freschi farciti al momento, i panini caldi dal grill e il “Tiramisu Frappuccino” » racconta Brok.

Prossima espansione?

Risponde Brok: «Se riflettiamo sul successo ottenuto in questo primo anno di attività, è importante fare nostri alcuni insegnamenti che possono aiutarci a pianificare una ragionata, disciplinata e significativa crescita in Italia.

Il prossimo mese apriremo le nostre prime caffetterie fuori Milano, prima ad Assago (alle porte di Milano; n.d.r.), poi a Torino (in pieno centro; n.d.r.)».

La collaborazione con Percassi è perfettaemnte in linea con il modello che lo scorso ottobre Starbucks ha deciso di adottare anche in altri Paesi europei. Quando il colosso americano ha lasciato la gestione diretta delle proprie catene di caffetterie in Francia, Olanda, Belgio e Lussemburgo al gruppo messicano Alsea, già attivo in America Latina.

Dal settembre 2018, la Reserve Roastery di Piazza Cordusio 3 ha cancellato il ricordo delle Poste italiane

L’edificio che un tempo ha visto il passaggio di numeri impressionanti di utenti per tutt’altri motivi, ora è testimone di un servizio a dei consumatori consapevoli e di respiro internazionale. Non solo gli italiani più curiosi si fermano nella Reserve Roastery ad esplorare il mondo dello specialty, ma anche frotte di turisti da tutto il mondo. Anche se le code in fregio al locale, lungo la Via Cordusio sono un ricordo dei primi tempi.

Colazioni, pranzi, caffè e aperitivi: tutto è un continuum senza sosta dall’orario di apertura sino a quello di chiusura dalle 7 alle 23 tutti i giorni, fino alle 22 soltanto la domenica. Con l’obiettivo costante di non deludere mai nessun cliente. Nè l’italiano, nè lo straniero. Uniti tutti dalla possibilità di godersi una vera pausa caffè. Magari un buon espresso.