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Puglia, furto da 60 mila euro alla torrefazione Ocoa di Manduria

I ladri sono stati in grado di evitare l'impianto d'allarme installato nel magazzino dello stabilimento

torrefazione ocoa manduria

MANDURIA (Taranto) – I ladri, forse proprio la stessa banda ormai di casa in terra Messapica, hanno fatto visita nei locali dello stabilimento della torrefazione Caffè Ocoa di Manduria. Come per gli altri casi, anche questo si può definire il classico furto con destrezza.

I malviventi sono riusciti ad eludere il sistema di allarme, entrare con il furgone dal cancello principale e fare razzia di merce.

Bottino dichiarato, ancora provvisorio, ben 60 mila euro. E’ successo nella notte tra martedì 3 e mercoledì 4 maggio. La torrefazione che si è trasferita da poco nella zona industriale manduriana abbandonando la storica sede del rione Creta, occupa un capannone situato su una strada senza uscita non molto distante dalle principali strade di transito.

L’amara sorpresa di quanto era accaduto è toccata ai dipendenti che per primi mercoledì mattina hanno fatto ingresso nell’opificio trovando il cancello spalancato e gli uffici sottosopra. La sorpresa maggiore è stata quando hanno varcato la porta del deposito che era stato quasi del tutto ripulito. Erano le confezioni del caffè destinato alla grande distribuzione e alla linea bar. Il danno, non ancora del tutto quantificato, si aggirerebbe intorno ai sessantamila euro, ma il valore potrebbe salire.

I proprietari chiamati sul posto hanno fatto intervenire la polizia del locale commissariato che ha inviato una prima pattuglia. Le indagini condotte dagli uomini del commissario vice questore aggiunto, Francesco Correra, hanno già fornito il modello del furgone utilizzato per trasportare la refurtiva. Questo è stato possibile grazie alle telecamere di sorveglianza di un’azienda confinante con la torrefazione. Le immagini, ancora oggetto di studio da parte degli agenti di polizia, mostrano anche la figura dell’autista che guidava il mezzo, ma non il suo volto che era travisato con passamontagna.

Dopo aver svuotato il deposito, i ladri hanno ripercorso il tragitto immettendosi sulla strada principale che dista un centinaio di metri dalla circumvallazione Taranto – Lecce.

Gli investigatori stanno visionando altre telecamere di controllo per tracciare la via di fuga dei malviventi. Com’era successo alla cantina del vino Primitivo, anche in questo caso gli autori del maxi furto sono riusciti ad eludere il sistema di sorveglianza e ad avere tutto il tempo di caricare il furgone per tutta la sua capienza.

Similitudini queste che fanno pensare ad un’unica mano dietro almeno gli ultimi due episodi. I ladri del vino, costretti poi ad abbandonarlo all’altezza di Gioia del Colle per la foratura contemporanea di due pneumatici, sarebbero, secondo gli investigatori, della provincia di Bari. Così si pensa anche per questi del caffè. Scontato, comunque, un loro buon aggancio con la criminalità del posto.

Nazareno Dinoi