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Pos, i pagamenti del futuro nei bar: sono cresciuti del 72% in cinque anni

Con quasi 9 italiani su 10 (88%) che si collegano ogni giorno a Internet e con il 65% della popolazione che fa acquisti o pagamenti sul web. In Italia in un anno vengono spesi sulla rete quasi 28 miliardi di euro per moda, elettronica, cura della persona, cibo, arredamento, elettrodomestici, giocattoli, musica e videogiochi oltre a viaggi e sistemazioni alberghiere, evidenzia Uecoop su dati Digital

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Il futuro per i locali sono i pagamenti digitali

MILANO – Dal primo luglio sono entrate in vigore le nuove agevolazioni per chi utilizzerà il Pos come pagamento nel proprio esercizio. Ma il settore come viene influenzato da questa nuova variazione legata allo scoppio della pandemia, che ha forzato molti gestori a preferire questa modalità? Lo scopriamo attraverso un’analisi pubblicata su italiaatavola.net.

Pos: le conseguenze dei pagamenti digitali

Scattato il primo luglio il nuovo tetto a duemila euro all’uso dei contanti nei pagamenti, per affrontare il quale gli italiani sono pronti a sfoderare oltre 98 milioni di tessere fra bancomat, carte di credito e prepagate multiuso. I pagamenti con le carte di credito sono cresciuti del 72% in cinque anni in tutto il Paese per un totale di oltre 3 milioni di terminali per pagamenti con bancomat e carte di credito disposti alle casse di negozi, supermercati, tabaccherie. Ma anche uffici, studi professionali, botteghe artigiane e taxi. Numeri questi che emergono dall’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Bankitalia.

Numeri che segnalano un sempre più diffuso utilizzo della moneta elettronica ormai trasversale – evidenzia Uecoop – a tutte le tipologie di acquisto

Dai vestiti alle gomme dell’auto, dai trattamenti estetici alle palestre, dalle piastrelle ai gioielli, dai giocattoli agli alimentari in supermercati e panetterie, dall’assicurazione auto agli abbonamenti ai mezzi di trasporto.

Non fanno eccezione naturalmente bar, ristoranti che, dopo aver visto sfumare il pericolo di un’impennata delle provvigioni, ora possono vedere con occhio positivo all’utilizzo dei pagamenti elettronici. Una pratica consigliata anche per diminuire il rischio contagio, che nei ristoranti non sarà certo una novità, ma che potrebbe invece spopolare nei bar anche per il pagamento di un caffè. Questione di immagine, di servizio, di comodità e accoglienza nei confronti del cliente che oggi più che mai vale più di un mero incasso in termini di denaro.

Una dichiarazione del Premier Giuseppe Conte che fa ben sperare

«L’ipotesi su cui si può ragionevolmente lavorare delineando un meccanismo efficace e produttivo di effetti è di mettere insieme le due istanze dando una scossa ai consumi attraverso un possibile sgravio dell’Iva a chi ricorre alla moneta elettronica». Lo dice il premier Giuseppe Conte, rispondendo al question time alla Camera. «Si potrebbe cioè ricorrere – osserva il premier – a un meccanismo incentivante che consente di rilanciare la domanda modernizzando il paese, incentivare i pagamenti digitali e quindi far sì che tutti paghino le tasse e tutti possano pagare meno».

Il boom del Pos è stato spinto anche dall’on line

Con quasi 9 italiani su 10 (88%) che si collegano ogni giorno a Internet e con il 65% della popolazione che fa acquisti o pagamenti sul web. In Italia in un anno vengono spesi sulla rete quasi 28 miliardi di euro per moda, elettronica, cura della persona, cibo, arredamento, elettrodomestici, giocattoli, musica e videogiochi oltre a viaggi e sistemazioni alberghiere, evidenzia Uecoop su dati Digital.

La diffusione degli acquisti sul web con pagamenti elettronici aumenta però anche il rischio di frodi con i criminali del web che sempre più spesso puntano a carpire i codici delle carte di credito o bancomat per svuotare il più possibile il conto corrente della vittima con acquisti in giro per il mondo.