giovedì 20 Gennaio 2022

A Napoli, la caffetteria che si è rifiutata di pagare il pizzo, è stata messa a fuoco

Titolari della caffetteria riaperta nel 2018 dopo che nel 2017 fu data alle fiamme perché i fratelli non si piegarono alle richieste di racket - afferma Francesco Emilio Borrelli -. Dalla riapertura però è stato segnalato che per paura di ritorsione molte persone hanno smesso di prendere il caffè da loro, come spesso accade purtroppo in una società dove i criminali vengono osannati e gli eroi, le vittime ed i coraggiosi che denunciano, invece troppo spesso vengono abbandonati e dimenticati

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NAPOLI – La criminalità organizzata è una piaga che torna a fare sentire la sua voce più forte in questo periodo di estrema crisi che ha colpito ancora più duramente i pubblici esercizi. C’è chi comunque non si arrende e dice no al pizzo, a costo di subirne le conseguenze: è il caso di una caffetteria di Napoli a cui hanno dato fuoco per rispondere al suo rifiuto di sottostare ai ricatti malavitosi. Leggiamo la notizia completa dal sito torresettenews.it.

Pizzo no grazie: danno fuoco al locale

Dicono ‘No’ al pizzo e gli bruciano la caffetteria. Mobilitazione per Eduardo il 22 dicembre alle 10,00 promossa da Borrelli, De Giovanni, Simioli e Poppella. “Invitiamo tutti per un caffè sospeso a via dei Vergini”.

E’ cresciuta la mobilitazione prevista per martedì 22 dicembre alle ore 10.00 in via dei Vergini a Napoli in favore della caffetteria, incendiata dopo che i titolari si erano rifiutati di pagare il pizzo, promossa dal consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, dallo scrittore Maurizio De Giovanni, dal conduttore radiofonico Gainni Simioli e dalla pasticceria Poppella.

La Napoli onesta risponde sempre colpo su colpo alla violenza e all’arroganza criminale che hanno colpito Eduardo, 24 anni e suo fratello Andrea di 21

Titolari della caffetteria riaperta nel 2018 dopo che nel 2017 fu data alle fiamme perché i fratelli non si piegarono alle richieste di racket – afferma Francesco Emilio Borrelli -. Dalla riapertura però è stato segnalato che per paura di ritorsione molte persone hanno smesso di prendere il caffè da loro, come spesso accade purtroppo in una società dove i criminali vengono osannati e gli eroi, le vittime ed i coraggiosi che denunciano, invece troppo spesso vengono abbandonati e dimenticati.

Nel rispetto delle norme anti-Covid facciamo appello a tutti coloro che amano la città e che vogliono testimoniare il rifiuto alla cultura criminale a partecipare all’incontro per un caffè sospeso. Napoli premierà sempre gli eroi e condannerà sempre i criminali. Questo deve essere il messaggio che affidiamo a questi due giovanissimi”.

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