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Ristorazione e Coronavirus: 2 italiani su 3 vanno meno nei locali, vince il delivery

Dal sondaggio emerge gli italiani vanno meno al ristorante principalmente per il timore del contagio (55%) e a seguire a causa di difficoltà economiche (25%). Pesano, tuttavia, per il 20%, anche le restrizioni imposte ai ristoranti. Una volta terminata l’emergenza, per oltre la metà degli italiani (54%) la situazione relativa alla frequentazione dei ristoranti rimarrà invariata rispetto ad oggi, mentre per un quarto (24%) subirà un ulteriore calo

ristorazione
Indagine sulla ristorazione

ROMA – Oggi, due italiani su tre (64%) dichiarano di andare meno al ristorante rispetto al periodo precedente alla diffusione del Coronavirus. Solo il 32% continua ad andare a cena fuori come prima, mentre per un’esigua percentuale (4%) la frequentazione dei ristoranti è aumentata. In particolare, due terzi degli italiani cenano fuori, mediamente, il 61% in meno rispetto al pre Covid. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Izi in collaborazione con Comin & Partners, sulle abitudini degli italiani rispetto alla ristorazione nel post Coronavirus.

Ristorazione, l’indagine

Da un lato, conferma le difficoltà del settore e, dall’altro, rivela l’esigenza di un ripensamento del comparto alla luce dell’aumento del fenomeno del food delivery.
Se prima del Covid oltre il 40% degli italiani amava andare al ristorante in gruppo, con
amici o colleghi, oggi questa percentuale è scesa al 31%, a testimonianza del fatto
che ciò a cui si rinuncia di più sono i momenti di maggiore convivialità. È aumentato,
piuttosto, il numero degli italiani che va a cena fuori da solo o in coppia, passando dal
35% al 44%. In crescita del 3% anche la percentuale degli italiani che va al ristorante
con la propria famiglia, al massimo però con soli quattro parenti.

Dal sondaggio emerge gli italiani vanno meno al ristorante principalmente per il timore
del contagio (55%) e a seguire a causa di difficoltà economiche (25%). Pesano, tuttavia, per il 20%, anche le restrizioni imposte ai ristoranti.

Una volta terminata l’emergenza, per oltre la metà degli italiani (54%) la situazione
relativa alla frequentazione dei ristoranti rimarrà invariata rispetto ad oggi, mentre per
un quarto (24%) subirà un ulteriore calo. Il 21% del campione intervistato si dichiara
invece ottimista e crede che, superato questo difficile momento, andrà addirittura di
più al ristorante rispetto al pre Covid.

Ma quali saranno le principali tendenze che influiranno, in futuro, sul settore della ristorazione?

L’indagine analizza, in particolare, com’è variata la propensione degli italiani al food delivery e rileva che, a seguito del Coronavirus, per il 38% è aumentata mentre per il 39% è rimasta come prima. Per circa tre italiani su quattro (73%), inoltre, con il passare dell’emergenza il ricorso alla consegna di cibo a domicilio rimarrà invariato, rispetto ad oggi, mentre per quasi il 20% del campione intervistato aumenterà.

Dati, questi ultimi, che indicano come la modalità del food delivery sia destinata a consolidarsi, imponendo quindi al settore della ristorazione un ripensamento complessivo sulle nuove priorità.

Il sondaggio è stato effettuato sui residenti in Italia e il campione ha incluso 1052
persone, intervistate in modalità Cati-Cawi e stratificate con ponderazione vincolata
per sesso, classi d’età, regione di residenza. Le Interviste sono state realizzate tra il
16 e il 21 settembre 2020.

Comin & Partners è una società di consulenza strategica di comunicazione e relazioni istituzionali con un’esperienza consolidata nella pianificazione e nella gestione di grandi operazioni aziendali, attività di reputation management, campagne di comunicazione, stakeholder engagement e scenari di crisi. Fondata nel 2014, oggi è presente a Roma e Milano.

Izi è una società di Roma specializzata nei sondaggi di opinione e nelle ricerche di mercato

Nel corso degli anni ha ampliato le proprie competenze nel campo della costumer satisfaction, nel media monitoring e nel monitoraggio dei contratti di servizio pubblico. Svolge inoltre, per committenti pubblici e privati studi di carattere metodologico ed applicativo nel settore economico e sociale.