domenica 25 Gennaio 2026
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Starbucks: Howard Schultz raddoppia i propri emolumenti guadagnando 22 milioni di dollari

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Il logo di Starbucks

SEATTLE – Nemmeno i rigori del clima invernale, quest’anno particolarmente rigido, hanno scoraggiato la frequentazione di caffetterie e coffee shop da parte dei sudditi di sua maestà britannica. Lo testimoniano i risultati di gestione ottenuti nel quarto trimestre dell’anno solare 2010 da Starbucks, che ha registrato – per riprendere le parole del direttore esecutivo di Starbucks UK & Ireland Darcy Willson-Rymer – una sano tasso di crescita a una cifra per quanto riguarda le vendite like-for-like (al netto delle aperture e delle chiusure, ndr.) nei tre mesi conclusi a dicembre.

La crescita di Starbucks

“È indice della forza del nostro business il fatto che le vendite siano cresciute di nuovo nonostante il tempo pessimo” ha affermato Willson-Rymer aggiungendo: “I nostri baristi hanno lavorato duro per offrire un servizio eccezionale ed è giusto quindi che condividano i frutti di questo successo”.

Una riconoscenza che verrà dimostrata in modo tangibile. A titolo di gratifica per i risultati ottenuti, gli addetti di Starbucks riceveranno infatti azioni gratuite per un valore compreso tra le 370 e le 500 sterline per persona.

L’incentivo ai dipendenti

La compagnia ha reso noto che la misura andrà a beneficio di 6.700 dipendenti in UK e riguarderà anche gli occupati a part-time. Tale incentivazione sostituisce un precedente programma di stock option scarsamente recepito dai dipendenti. Willson-Rymer ha annunciato inoltre investimenti in nuovi locali e format destinati a vedere la luce nel corso dell’anno.

Tra questi il primo locale di prossimità, che aprirà i battenti a Soho, in una palazzina georgiana totalmente ristrutturata, i cui allestimenti saranno coerenti con lo stile architettonico dell’immobile.

Annunciato anche il lancio, nella zona est di Londra, del primo locale walk through, senza sedie né spazi per consumare all’interno, la cui superficie sarà di appena 5 metri quadrati. I dipendenti britannici brindano alle gratifiche di fine anno, ma il primo a festeggiare è il ceo e presidente di Starbucks Howard Schultz.

Secondo calcoli resi noti dalla stampa, Schultz avrebbe percepito nel 2010 emolumenti totali per quasi 22 milioni di dollari, incrementando il proprio compenso del 45% rispetto all’anno precedente.

Oltre a uno stipendio di 1,3 milioni di dollari (il doppio del 2009), il carismatico business man statunitense ha intascato 3,5 milioni in equity compensation e 16,7 in azioni e stock option, nonché ulteriori indennità e benefit per alcune centinaia di migliaia di dollari.

Come riferito la settimana scorsa, Starbucks ha chiuso il primo trimestre dell’esercizio fiscale 2011 (conclusosi il 2 gennaio) con profitti in salita del 44% e il fatturato in crescita dell’8%.

Tè e caffè sono il carburante del lavoratore inglese

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Una tazza di tè fumante (Licensed by Pixabay)

LONDRA – Le bevande calde rimangono il carburante della giornata lavorativa britannica. Lo conferma un sondaggio condotto da un sito specializzato inglese dal quale risulta che il lavoratore medio di oltremanica beve 4 tazze al giorno di tè o caffè, per un totale di 20 tazze alla settimana (considerando una settimana lavorativa di 5 giorni) e 1.040 tazze all’anno.

Ipotizzando un contenuto medio di 250 ml per tazza, ciò equivale a quasi 12 mila litri di tè o caffè nell’arco di una vita lavorativa: abbastanza per riempire 60 vasche da bagno.

Tè e caffè nella quotidianità inglese

Il 58% degli intervistati ha dichiarato di consumare bevande calde sul posto di lavoro principalmente per abitudine.

Un ulteriore 36% ha sottolineato la dimensione sociale e di relax del coffee o tea break, che consente di staccare dal lavoro per qualche istante e fare una chiacchierata con i colleghi al di fuori della postazione operativa. Il 22% degli interpellati afferma che bere tè o caffè migliora le performance professionali.

Il 41% ritiene che li aiuti a rimanere vigili nell’arco della giornata. È interessante osservare come appena il 22% del campione sostenga di fare consumo di bevande calde anche a casa dopo il lavoro.

Rimaniamo in Inghilterra per riferire di uno studio compiuto da un team di psicologi della Bristol University, dal quale emerge una reazione diametralmente opposta, da parte di uomini e donne, quando vengono assunti grandi quantitativi di caffè in situazioni di forte stress, in particolare nell’assunzione di decisioni collegiali.

Lo studio e il sondaggio

A tale scopo, i ricercatori hanno selezionato un campione di 64 uomini e donne. Sono state costituite delle coppie di persone dello stesso sesso alle quali sono stati assegnati dei compiti da svolgere, tra i quali una serie di test volti a rilevare l’efficienza mentale e mnemonica, ma anche le capacità di mediazione tra posizioni diverse nell’ambito di una trattativa.

Per accrescere lo stress, è stato detto ai partecipanti che avrebbero dovuto anche riferire a fine esperimento sull’esito delle attività svolte. A ciascuna delle copie monitorate sono state somministrate tazze di caffè normale o decaffeinato, senza rivelare naturalmente se si trattasse dell’uno o dell’altro.

I risultati hanno evidenziato una chiara disparità di risultati tra uomini e donne nell’operare sotto stress dopo aver assunto un certo dosaggio di caffè caffeinato. Per completare lo stesso puzzle gli uomini hanno impiegato mediamente una ventina di secondi in più, le donne un centinaio di secondi in meno. Gli psicologi imputano tale divario alle differenze di genere nella risposta allo stress.

Le differenze tra i generi

In particolare alla tendenza dell’uomo a rispondere secondo il modello fight or flight (combatti o scappa) mentre i comportamenti femminili sono improntati al modello tend and befriend (prenditi cura e sii amichevole), che privilegia la collaborazione nel cercare di risolvere un problema.

Per questo motivo – osservano i ricercatori in una sintesi dello studio pubblicata sul Journal of Applied Social Psychology – fornire quantità illimitate di caffè durante delle riunioni ad alto livello potrebbe non essere una buona idea, specialmente se i partecipanti sono in maggioranza uomini. Essi infatti potrebbero essere inconsciamente indotti, in condizioni di forte stress, a sabotare la partnership creata per risolvere il problema.

“Molte di queste riunioni, comprese quelle in cui vengono adottate importanti decisioni militari o di altro tipo, vedono spesso una presenza prevalente degli uomini – proseguono gli studiosi – E poiché la caffeina è l’eccitante più diffusamente consumato nel mondo, le implicazione globali sono potenzialmente devastanti”.

Lavazza risponde al comune di Capannori: “Per produrre 1 kg di capsule per il caffè espresso servono 4 kg di acqua 2 kg di petrolio e 22 kW di energia elettrica”

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Il logo di Lavazza Group

MILANO – Alessio Ciacci, assessore all’Ambiente del comune di Capannori lo preannunciato in un intervista rilasciata ad un notiziario locale: presto ci sarà un incontro con la Lavazza in merito alle capsule o cialde per il caffè. Come si ricorderà la vicenda era partita da una lettera di denuncia della situazione delle capsule di caffè non degradabili che Rifiuti zero, un centro di ricerca del comune toscano aveva inviato all’inizio dell’anno a Torino. Il Comune di Capannori ha confermato in una nota l’incontro.

La risposta di Lavazza al comune di Capannori

Nella sede dell’Innovation Center di Torino realizzato dalla Lavazza come centro nevralgico dei tutte le sue attività di ricerca, in primis la ricerca ambientale si svolgerà presto l’incontro.

Sarà presente anche l’Associazione italiana industrie prodotti alimentari (Aiipa) di cui fa parte anche la Lavazza che rappresenta il gruppo merceologico chiamato in causa da Capannori e quindi anche altre aziende del comparto caffè.

L’importante azienda torinese – prosegue il comunicato – ha accolto con grande disponibilità la sollecitazione giunta da Capannori con una lettera indirizzata al sindaco, Giorgio Del Ghingaro, all’assessore all’ambiente Alessio Ciacci e a Rossano Ercolini che è il responsabile del Centro Rifiuti zero.

Come abbiamo scritto a inizio gennaio, con l’istituzione del Centro di Ricerca rifiuti zero, l’azione dell’amministrazione comunale di Capannori si sta concentrando sul rifiuto residuo, quello cioè non differenziabile proprio come le capsule del caffè, sulle quali il centro ha realizzato un caso studio dal quale emerge che ogni anno in Italia si consuma 1 miliardo di capsule da caffè usa e getta (il 10 % di quante ne vengono consumate nel mondo) e che a Capannori, ipotizzando che rientri nella media nazionale, ogni anno se ne consumano 750mila, corrispondenti a 9 tonnellate di rifiuto indifferenziato.

Infine, secondo i calcoli del centro ricerche toscano, per realizzare un chilogrammo di capsule di caffè usa e getta occorrono 4 kg di acqua, 2 kg di petrolio e 22 Kw di energia elettrica.

Il direttore esecutivo dell’Ico José Sette: “L’Ica 2007 favorirà uno sviluppo sostenibile del settore caffeario”

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Il logo dell'Ico

MILANO – A distanza di oltre 3 anni dall’approvazione – avvenuta nella riunione del Consiglio del 28 settembre 2007 – il nuovo accordo internazionale sul caffè – Ica 2007 è finalmente operante. Lo ha reso noto l’Ico con un comunicato diramato nel tardo pomeriggio di ieri, dal quale si apprende che l’entrata in vigore è avvenuta dalla data del 2 febbraio 2011.

Ica: il nuovo accordo internazionale sul caffè

A renderla possibile, il deposito degli strumenti di ratifica da parte del governo brasiliano, che ha consentito il raggiungimento del requisito dei due terzi anche per quanto riguarda i voti dei paesi membri esportatori. A tutt’oggi sono 34 i governi che hanno depositato i loro strumenti di ratifica, accettazione o approvazione, cui vanno aggiunti ulteriori 13 governi che hanno sottoscritto l’accordo.

“Desidero ringraziare tutti i governi membri dell’Ico per il loro impegno nella ratifica dell’Ica 2007 – ha dichiarato il direttore esecutivo ad interim, il brasiliano José Sette – Porgo inoltre un caloroso benvenuto ai cinque nuovi membri – Liberia, Timor-Leste, Tunisia, Turchia e Yemen – che allargano la rappresentanza geografica dei paesi produttori e consumatori sotto l’egida del nuovo accordo.”

Sette continua: “L’Ica 2007 è un importante strumento di sviluppo e cooperazione e promuoverà uno sviluppo sostenibile del settore caffeario a beneficio di tutti i portatori di interesse, in particolare dei piccoli produttori e dei paesi esportatori”.

L’Ica 2007 è il settimo accordo internazionale in ordine di tempo dalla nascita dell’ Ico avvenuta nel 1962. Avrà una durata di 10 anni, prorogabili per un massimo di ulteriori 8 anni.

NICARAGUA – Aumentano le esportazioni di caffè

Secondo l’Ice-Istituto italiano per il commercio estero- fonti del Governo nicaraguense hanno annunciato un boom delle esportazioni di caffè. Nei primi tre mesi del raccolto 2010-11, il valore delle esportazioni di caffè è aumentato del 50%, passando da 29,2 a 43,9 milioni di dollari.

Secondo l’ente per la promozione delle esportazioni Cetrex, una ventina di Paesi -in primis Stati Uniti, Finlandia, Venezuela, Spagna e Belgio- sono stati i maggiori acquirenti del caffè nicaraguense. (Fonte Ice – Città del Messico)

Donna ustionata a New York con una macchina per il cappuccino: risarcita con 880 mila euro

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Un cappuccino

NEW YORK – Una giuria ha stabilito un risarcimento di 1,2 milioni di dollari (pari a 880 mila euro) per una donna della Georgia, la 52enne Cynthia Nance, che ha dichiarato di essersi ustionata con l’acqua che è schizzata da una macchinetta per il cappuccino all’interno di un negozio.

L’avvocato Nelson Tyrone III ha dichiarato al quotidiano Gwinnett Daily Post che la donna si è ustionata la notte di Halloween del 2007 in un negozio della catena QuikTrip che ha fatto sapere di aver sostituito le macchine da cappuccino in tutti i suoi punti vendita.

I baristi protestano contro l’antifumo: “Una rovina per il nostro settore”

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Bandiera della Spagna antifumo barcellona
Bandiera della Spagna

MADRID – Circa 500 proprietari di bar nel centro-nord della Spagna hanno deciso di protestare per un giorno contro la nuova legge antifumo che, dicono, crei problemi agli affari. Si tratta della prima protesta di questo genere e i proprietari di bar hanno marciato attraverso la città di Palencia chiedendo che la legge venga modificata.

La legge antifumo

Juan Ramon Garcia, dell’associazione della città di Valladolid, ha detto che i bar sono rimasti vuoti da quando è entrata in vigore la legge, il 2 gennaio.

Jose Maria Rubio dell’associazione nazionale dei baristi e ristoratori ha detto che “è da un anno e mezzo che diciamo che questa legge sarebbe stata la rovina per il nostro settore e questo è proprio quello che è successo”. L’associazione ha fatto sapere che sta programmando altre proteste.

Sigep: Yumiko Saimura, la giappo-casalese, è la miglior cioccolatiera d’Italia

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cioccolato della vecchia degustazione saimura san valentino
Diversi tipi di cioccolato

CASALE MONFERRATO (Alessandria) – Una giapponese naturalizzata italiana residente a Casale Monferrato ha vinto, nei giorni scorsi, il Campionato italiano di cioccolateria. Trionfando nel concorso che si è svolto a Rimini nell’ambito del Sigep, Salone del dolciario artigianale, Yumiko Saimura, si è laureata miglior cioccolatiera d’Italia staccando il biglietto per Parigi, dove rappresenterà l’Italia al prossimo World Chocolate Masters, in programma dal 19 al 21 ottobre.

Yumiko Saimura a World Chocolate Masters

Yumiko, oltre al titolo assoluto, si è aggiudicata anche il premio per la Miglior pralina a immersione e per il Miglior pezzo artistico in cioccolato. La giappo-casalese aveva già trionfato, nello scorso mese di ottobre, alla selezione nazionale che si era tenuta a Milano presso l’ AB Tech Expo.

Yumiko ha 33 anni ed è originaria di Kobe, città del centro del Giappone, con una particolare apertura verso la cultura europea e con uno spiccato culto gastronomico.

Trasferitasi in Italia nel 2004, dopo avere completato gli studi, affascinata dalle tradizioni culinarie del nostro paese ha deciso di trattenersi per approfondire la nostra cultura gastronomica.

Dopo varie esperienze significative da chef pasticciere presso diversi ristoranti stellati Michelin quali il Piccolo Lago di Mergozzo (Vb), Il sole di Ranco di Ranco (Vb) e Al Sorriso di Novara, fondamentale per l’approfondimento della cultura del cioccolato è stata la collaborazione con Casa del Dolce di Intra (Vb).

Qui Yumiko ha imparato a fare il panettone e appreso diverse tecniche della lavorazione del cioccolato secondo il gusto italiano. Nel 2008 Yumiko ha deciso di diventare imprenditrice, mettendo a frutto tutte le competenze acquisite, aprendo con una socia la Piccola Pasticceria di Casale Monferrato. Per saperne di più e vedere le fotografie cliccare qui.

Attilio Bottala: “Vi spiego l’importanza dell’acqua per la preparazione di un buon espresso”

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caffè espresso
Una classica tazzina di espresso (immagine: Pixabay)

L’importanza dell’acqua in un buon caffè. L’acqua è essenziale nella buona riuscita di una bevanda, e in particolar modo dell’espresso. Riportiamo di seguito l’opinione di Attilio Bottala: “Essenziale la scelta di una buona acqua per ottenere una tazzina eccellente”. Leggiamo il suo punto di vista.

L’importanza dell’acqua nel caffè

MILANO – Inquinata o distillata, leggera o pesante, dura come il ghiaccio o impalpabile come il vapore. L’acqua è essenziale nella buona riuscita di una bevanda, e in particolar modo del caffè. Possiamo prendere spunto dalla sua analisi organolettica per approfondire aspetti come il colore, il profumo, il gusto, il corpo…A prima vista viene da dire che l’acqua migliore da usare per l’estrazione dovrebbe essere incolore, inodore ed insapore in modo da non contaminare la nostra tazzina: se desideriamo una variante di gusto saremo poi noi a decidere cosa aggiungere, dal latte alla sambuca.

Bisogna però considerare che per l’erogazione di un caffè espresso nei bar viene utilizzata l’acqua della rete idrica che, nella migliore delle ipotesi, è ricca di cloro – che odora ed ha un gusto sgradevole. Dobbiamo quindi provvedere ad eliminarlo facendo uso ad esempio di appositi filtri ai carboni attivi.

Non mi addentro nelle altre componenti chimiche quali l’arsenico, il piombo, lo zolfo, per non parlare del “ph” (non è questa la sede…). Procedendo nella nostra analisi sappiamo che per l’estrazione del caffè l’acqua viene usata sotto pressione (9 bar) e ad alta temperatura (90°) perché solo così riesce ad estrarre la giusta quantità di sostanze oleiche, aromatiche ed i “body producer”, ovvero quelle sostanze che realizzano la magia dell’espresso e che consentono il formasi della crema.

Per realizzare tutto questo abbiamo bisogno di un’acqua che tra l’altro contenga una discreta quantità di sali minerali senza che la percezione gustativa arrivi ad un sapido marcato.

Purtroppo dove ci sono sali minerali c’è anche il calcare che depositandosi ostruisce le tubature e gli orifizi della macchina e per questo bisogna trovare un giusto compromesso. Se doveste scegliere l’acqua per i vostri caffè, il mio consiglio è di optare per una acqua con una maggiore presenza di sali: in questo modo otterrete un caffè migliore, più cremoso e più dolce, a scapito di un maggior deposito di calcare.

Passando quindi alla somministrazione domestica del caffè, sia espresso sia moka, è preferibile utilizzare l’acqua dell’acquedotto correttamente filtrata, eliminando le impurità in sospensione, il cloro e riducendo in modo controllato la presenza dei sali minerali.

In alternativa possiamo usare un’acqua oligominerale che abbia un discreto residuo fisso, normalmente indicato in etichetta, e valutabile con una degustazione personale. Tutto questo per un caffè espresso che sia una magnifica esperienza di gusto!

Giordano Caffè è nata nel 1938. Da allora custodisce l’arte dei torrefattori, estesa alla conoscenza approfondita dei processi di estrazione e somministrazione tipici del caffè espresso.

Da sempre il suo obiettivo è realizzare caffè espresso di alta qualità italiana. I caffè della Giordano 1938 provengono da piantagioni dove abbonda una grande varietà di flora e fauna: stiamo parlando dei meravigliosi giardini di Antigua in Guatemala, delle piantagioni silvestri del Sidamo Yirgacheffe in Etiopia, di quelle d’ombra indiane del Mysore, o dei Caraibi con Puerto Rico Yauco o Santo Domingo Barahona.

E’ qui che sono selezionati i migliori caffè per l’estrazione dell’espresso, con cui si costituisce la gamma di prodotti che comprende Miscele e Pure Origini di caffè, Collezione Gourmet e Caffetteria Gourmet. L’esperienza e la passione spingono la Giordano a proporre non solo miscele, ma anche singole origini, ovvero veri e propri “cru” di caffè.

Ricchi di sostanze oleiche, aromi e fragranze, questi chicchi trasmettono tutta la loro essenza con una perfetta tostatura, una precisa macinatura e una estrazione da manuale. L’arte della torrefazione, accumulata in oltre settant’anni di ricerca, ha consentito alla Giordano Caffè 1938 di scoprire le migliori coltivazioni del mondo, e le origini più pregiate, ed offrire sul mercato un prodotto esclusivo: un caffè dalle caratteristiche originali, che vanta un pubblico non solo in Italia, ma anche in Francia, Germania, Svizzera, Spagna e Grecia”.

Attilio Bottala

Per saperne di più basta cliccare qui

Apre il bar Halldis Gallery: il nuovo business caffè in zona Stazione centrale

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Il Duomo di Milano (Foto di Dimitri Vetsicas da Pixabay)

MILANO – Secondo i titolari è’ destinato a diventare un ritrovo alla moda per trand setter e per manager salutisti: la Halldis Gallery, business cafè innovativo e biologico, aprirà i battenti a 50 metri dalla Stazione Centrale. L’inaugurazione è in programma dalle 12 alle 15.

Il bar Halldis Gallery

Gli interni del locale, in via Gasparotto 1, sono stati curati dell’architetto Marco Vigo, che ha creato un ambiente di design contemporaneo utilizzando però materiali caldi.

Un periodico, Halldis Gallery – Food & More sarà distribuito ai clienti, per aggiornare l’offerta del business cafè e per segnalare appuntamenti ed eventi che si terranno presso il locale.

Ludovic Loizon diventa il barista campione di Francia 2011

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bandiera Francia marsiglia
La bandiera della Francia

MILANO – Quindici anni fa è entrato nel mondo del caffè e poi non ne è più uscito. E’ stato proclamato a Lione il barista campione di Francia 2011. Si chiama Ludovic Loizon ed è il vincitore della quarta edizione della competizione nazionale dei baristi tenutasi domenica 23 e lunedì 24 gennaio nel corso della fiera Sirha a cui ha partecipato la Nuova Simonelli; sarà Ludovic Loizon a rappresentare la Francia al prossimo World Barista Championship che si terrà a giugno a Bogotà in Colombia.

Ludovic Loizon diventa barista campione di Francia 2011

Il neo barista campione di Francia è un professionista esperto del mondo del caffè: da oltre cinque anni si occupa di formazione e partecipa a competizioni in cui ha raggiunto sempre posizioni importanti, tra cui quella conquistata a Lione. Nel mese di preparazione al France Barista Championship, Loizon è riuscito a trovare il tempo anche per aprire una scuola di formazione per baristi, la BBF.

“Stanco, ma molto felice e soddisfatto – ha dichiarato il vincitore – ora lavorerò per rappresentare al meglio la Francia nella classifica 2011 del World Barista Championship e soprattutto mi impegnerò per diffondere la cultura del caffè nel mio Paese. Pensando a Bogotà inizierò sin da subito ad allenarmi con la macchina da caffè Aurelia Competizione che durante questa gara mi ha permesso di lavorare molto bene, soprattutto mi ha consentito di avere un’estrazione davvero buona e un’eccellente montatura del latte”.

Ludovic Loizon ha dovuto dimostrare tutta la sua professionalità per scalare la classifica e conquistare il titolo di barista campione nazionale. E’ stato uno show di altissimo livello, quello che ha visto confrontarsi i migliori baristi di Francia per raggiungere l’ambito traguardo.

Il tutto il vista del WBC 2011 – il Campionato mondiale dei baristi che si terrà a giugno in Colombia, a Bogotà, dove i grandi del caffè si confronteranno ancora una volta con la macchina Aurelia Competizione, della Nuova Simonelli, per conquistare il prestigioso titolo di barista campione del mondo 2011, vinto lo scorso anno dall’americano Michael Phillips.