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New York e Londra ai minimi da maggio, e ora sul caffè pesano pure le tensioni tra Usa-Cina

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Il punto sui mercati del caffè

MILANO – New York torna a chiudere l’ottava in negativo, mentre Londra si riavvicina ai minimi pluriennali di inizio maggio. Così i mercati del caffè nella settimana trascorsa. L’Ice Arabica è scivolato, lunedì 5 agosto, ai minimi degli ultimi due mesi. Benchmark (settembre) a 95,65 centesimi per libbra, in flessione di 250 punti: si tratta del livello più basso, per la scadenza principale, dal 28 maggio scorso.

Una flessione motivata soprattutto da fattori macro economici: in particolare, il lunedì nero dei mercati finanziari, che hanno registrato la peggiore giornata dell’anno.

L’indice del Dow Jones ha chiuso perdendo il 2,9%, il Nasdaq il 3,47%, lo S&P 500 il 2,98% per cento. A determinare la caduta, le perduranti tensioni tra Stati Uniti e Cina, con scambi reciproci di accuse, misure punitive e ritorsive.

L’amministrazione Trump ha annunciato, a partire da settembre, nuovi dazi del 10% su beni d’importazione cinesi del valore di 300 miliardi di dollari all’anno.

Lunedì, lo yuan è precipitato ai minimi dal 2008 e, sebbene non vi sia alcuna prova di un intervento diretto delle autorità bancarie cinesi, il presidente americano ha accusato, via Twitter, la Cina di voler manipolare i cambi.

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