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Napoleone: “Di S.Elena buono solo il caffè”

Rivoluzione nell'isola in mezzo all'Atlantico famosa per il suo caffè speciale coltivato in piccole piantagioni: ora sarà più vicina grazie all’aeroporto. Inaugurazione il 21 maggio del volo settimanale da Johannesburg. E BBC e Lonely Planet la inseriscono fra le destinazioni top del 2016

sant'elena isola

Sant’Elena la più remota isola dell’Oceano Atlantico, sperduta a migliaia di chilometri dall’Angola e dal Brasile, celebre per aver ospitato per sei anni fino alla morte nel 1821, un Napoleone prigioniero, sta vivendo una rivoluzione epocale. Tanto che la BBC e la Lonely Planet l’hanno inserita fra le destinazioni top del 2016. Tutto ciò grazie all’apertura dell’aeroporto, che la renderà più accessibile. L’inaugurazione ufficiale è prevista il 21 maggio alla presenza del principe Edoardo, conte di Wessex, quarto e ultimo figlio della regina Elisabetta.

Ma il primo atterraggio tecnico risale al 10 aprile. Poi un Boeing 737 la raggiungerà settimanalmente da Johannesburg in poco più di 5 ore di volo. Un vero balzo nel tempo considerando i cinque giorni che ha impiegato finora, una volta al mese da Città del Capo la Royal Mail Ship St. Helena, ultimo piroscafo postale in attività al mondo. Il 12 maggio si ancorerà per l’ultima volta davanti a Jamestown, la minuscola capitale dell’isola che non possiede porti.

NON SOLO NAPOLEONE
A Sant’Elena, fino all’ottobre scorso non esisteva nemmeno la possibilità di usare il telefonino. Ora ci si attende un autentico boom turistico. Ma per vedere cosa? Se si escludono la residenza e la tomba ormai vuota di Napoleone, una antica scala scavata nella roccia di oltre 600 gradini, il castello e le mura costruite dagli inglesi nel ’600, si scopre un ambiente naturale aspro e ruvido, tipico dei vulcani spenti che sono emersi milioni di anni fa dal fondo degli oceani. Cheateaubriand che visitò l’isola lasciò scritto: «Sant’Elena è un catafalco di rocce». E Napoleone nelle sue memorie: «In quest’isola maledetta non si vede né sole né luna per la maggior parte dell’anno. Sempre pioggia e nebbia. L’unica cosa che abbiamo in abbondanza è il tempo». Più ottimista Charles Darwin, che vi soggiornò nel 1836: «E’ un piccolo mondo a sé, che eccita la nostra curiosità». Un’opinione che coincide con chi ama quest’isola proprio per il suo distacco dal mondo, che con l’inizio dei voli e quindi dei turisti, rischia di perdere il suo magico fascino Ecco perchè c’è chi consiglia di visitarla il prima possibile.

MAGAZZINI DEL CAFFE’
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SCOPERTA DA VESPUCCI
Quando Sant’Elena fu scoperta nel 1502 dal navigatore portoghese Joao da Navo, a bordo della sua nave c’era un italiano famoso: Amerigo Vespucci. E’ diventata dominio britannico nel 1659, l’anno in cui la Compagnia Inglese delle Isole Orientali la occupò. Da metà 800 esiste una enclave francese, fondata dopo il trasferimento della salma di Napoleone a Parigi. E’ centrata soprattutto sull’altura dove sorge Longwood House, che fu residenza dell’imperatore e dove si trovano ancora il suo letto spartano e la vasca in metallo dove faceva un bagno caldo ogni giorno. Il 5 maggio si celebra come ogni anno l’anniversario del decesso dell’imperatore. E il 21 anche quello della scoperta di Sant’Elena, 514 anni fa. Con l’occasione si festeggerà anche il compleanno di Jonathan, 183 anni d’età. Si tratta di una tartaruga gigante, molto popolare.
Intanto i 442 abitanti cercano di convertirsi alle leggi del turismo. Stanno costruendo un nuovo albergo di 32 stanze che si aggiungerà a quelli storici ma modesti già esistenti. E cominciano a reclamizzare la gastronomia locale nella quale spiccano le crocchette di tonno e il Tangi, un distillato di fichi d’India. Senza dimenticare il caffè. Napoleone lasciò scritto: «L’unica cosa buona di S.Elena è il caffè».

Vincenzo Zaccagnino