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Il Monk fruit, il dolcificante del futuro che arriva dalla tradizione cinese

I cinesi lo conoscono da secoli e i primi a coltivarlo, come si può evincere dal nome, furono dei monaci buddisti. Oggi però è finito sotto il cono di luce degli appassionati occidentali e questo potrebbe cambiarne drammaticamente il destino commerciale

monk fruit
Un'altra alternativa allo zucchero

MILANO – Dolcificanti: l’eterno dilemma su quanto siano il giusto compromesso per mantenere la salute senza rinunciare alla dolcezza. Il dibattito per cui alcuni facciano male, mentre altri, quelli naturali, siano innocui per l’organismo, continua ad esser aperto. Intanto le soluzioni si moltiplicano e ogni giorno ce n’è uno nuovo sul mercato: l’ultima trovata ha un nome particolare, il monk fruit. Leggiamo le sue caratteristiche dal sito pianotedonne.blog.

Monk fruit: che cos’è

La Food and drug administration lo riconosce ufficialmente come edulcorante, ma le sue proprietà sono state scoperte ben prima che se ne accorgesse l’ente federale americano che vigila su cibo e medicine. Questo frutto è infatti da secoli un ingrediente della medicina tradizionale cinese.

Molti di noi probabilmente non lo degnerebbero di un’occhiata, se lo vedessero in mezzo ad altra frutta ben più accattivante e colorata, eppure il frutto del monaco in questi ultimi tempi sta ricevendo un sacco di attenzione da parte delle persone più informate e consapevoli in tema di cibo e salute.

Come si diceva, i cinesi lo conoscono da secoli e i primi a coltivarlo, come si può evincere dal nome, furono dei monaci buddisti. Oggi però è finito sotto il cono di luce degli appassionati occidentali e questo potrebbe cambiarne drammaticamente il destino commerciale.

L’estratto

Il dolcificante che si ottiene da questo frutto è un estratto che si ricava dal frutto essiccato. Questo estratto è fino a 250 volte più dolce dello zucchero e non contiene né carboidrati né calorie. E soprattutto non aumenta la glicemia.

Parecchi dolcificanti hanno degli effetti collaterali: per esempio possono generare flatulenza e reazioni allergiche. Nel caso del frutto del monaco, non sono noti effetti collaterali avversi.

La Fda lo ha giudicato come “generalmente riconosciuto come sicuro” per tutti, inclusi bambini e donne incinte. Ma peraltro notato che a causa della suo avvento relativamente recente sul nostro mercato non ci sono ancora studi sui possibili effetti a lungo termine della sua assunzione.

Dal punto di vista della salute, quel che si può affermare finora è che il monk fruit è sicuro per quanti soffrono di diabete, che favorisce la perdita di peso e che possiede qualità antinfiammatorie.