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La moka resiste: Pascucci VS Starbucks e le cialde e capsule dentro casa

eddy righi
Eddy Righi dietro alla postazione del Moka Bar di Caffè Pascucci

MILANO – Tra l’apertura del nuovo concept store di Pascucci, di fronte alla stazione centrale e l’inaugurazione del primo Starbucks, il capoluogo lombardo vede eccitati tutti i coffeelover. Tra i due locali però, potrebbe aver conquistato più i cuori degli italiani, il primo, con la scelta di promuovere uno degli strumenti che, per eccellenza, ha rappresentato il consumo domestico. Ovvero, la moka. Ecco che cosa ha scritto in proposito il quotidiano economico Il Sole 24 Ore con la firma di Paola Guidi.

Moka=caffè italiano

Il caffè italiano non passa mai di moda e quindi, è uno di quei prodotti che non sente la crisi. Per questo, nel mondo, risulta uno dei migliori emblemi del made in Italy. L’espresso poi è spesso sinonimo di moka. Lo strumento che resiste all’avanzare inarrestabile di cialde e capsule. La macchinetta usata dalle nonne che, infatti, conserva il suo primato .

Una posizione che è dichiarata da tutte le catene della GD e della GDO

La vendita della miscela per moka è ampiamente maggioritaria. Con un 73-87%, che premia la “macchinetta”. Non è un caso che nei bar-caffè Pascucci il cliente ha la possibilità di prepararsi n autonomia il caffè con la Moka.

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MAZZER

Nei bar, la moka si serve l’Europa

Sempre di più gli europei vanno a fare colazione al bar con caffè espresso (o cappuccino) e croissant o sandwich. Con un aumento del 13% negli ultimi quattro anni . Gli italiani che si fermano al bar per consumare caffè e brioche sono aumentati dell’11%.

Mentre i tedeschi, per il 16%, prediligono caffè o cappuccino e sandwich; gli inglesi rimangono fedeli alla loro ricca colazione e sempre di più la consumano al bar con un +21%.

Mentre il 70% dei francesi preferisce ormai un primo pasto consumato fuori casa. Caratterizzato dal caffè espresso e dal classico croissant (fonte: NPDGroup). Anche in Francia però, una catena di caffetterie, ha inventato un nuovo format l’Anticafé. Un locale dove le bevande sono gratis e si paga a tempo. Più il cliente si ferma più paga e infatti alla cassa viene consegnato uno scontrino con l’orario di arrivo. Uno Starbucks al rovescio.

Pascucci, paladino della moka

La moka costa poco solo tra i 20 e i 50 euro. In più, resta il sistema più efficiente in assoluto poiché la tazzina della moka costa solo 0,02 euro, . La “tazzulella” fatta con la napoletana un po’ di più, quella erogata dalla macchina espresso con cialda o capsula tra 0,18 e 0,41 euro. Mentre con la superautomatica con macinatore, il costo scende a 0,08 euro (dati www.consumatori.it).

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Pascucci Moka_il simbolo del nuovo locale

E di conseguenza per avere un caffè fantastico e poco costoso occorre una moka o una superautomatica in cui prezzo d’acquisto si ercupera nel primo anno d’uso. Ma attenzione: la qualità viene solo dal vero made in Italy. E’ una questione di lega di alluminio, di lavorazioni, di qualità ed ecosostenibilità, di materiali che non rilasciano sostanza tossiche.

Altri metodi di estrazione

Con la napoletana richiede tempo la preparazione, e molta attenzione poiché l’acqua non deve bollire, non appena esce la goccetta dal foro subito si deve rovesciare la macchinetta. Il motivo è che quando l’acqua supera il limite di bollitura cambia sapore e contenuti. Quindi, può alterare la delicata miscela.

La tradizionale cuccuma K napoletana

Il caffè della napoletana è meno denso di quello della Moka, ma, scendendo lentamente contiene più caffeina ed è molto forte.

Oltre a questi sistemi si fanno largo anche quelli con il caffè-filtro delle macchine all’americana o alla tedesca.

Inventato, anche questo da un italiano, è il sistema del pistone (chiamato però french press)

Con un contenitore di vetro di solito e un pistone, da premere, che contiene un filtro con la miscela e che scendendo trasferisce un forte e profumato aroma all’acqua. Come il caffè alla napoletana, è più liquido del moka ma molto morbido e intenso.

Da non dimenticare il caffè alla turca. Decisamente un capolavoro ma che richiede lunghe preparazioni. Tutti questi sistemi speciali devono lavorare solo con una miscela macinata su misura, più o meno grossolana o fine secondo le istruzioni d’uso.

Alcuni consigli per gli amanti del caffè

Quasi come quella del bar, la macchina elettrica dà un espresso denso e con la classica corona di crema. Ma attenzione, sul mercato vi sono due tipologie: quella che costa da 50 a 200, 250 euro e quella che ha un prezzo superiore perché semiprofessionale.

Non soltanto macchine professionali nella produzione del Simonelli Group: qui la Theresia Victoria Arduino specifica per il B2C e l'uso casalingo per la preparazione di un grande espresso
Non soltanto macchine professionali nella produzione del Simonelli Group: qui la Theresia Victoria Arduino specifica per il B2C e l’uso casalingo per la preparazione di un grande espresso. E la Theresia ha suscitato, qui nello stand Simonelli Group di Host, l’interesse del campione del mondo Baristi caffetteria 2014 Hidenori Izaky. Uno che di macchine se ne intende abbastanza…

C’è un abisso tra le due categorie, poiché la prima macchina viene chiamata impropriamente espresso, è una scatoletta di plastica, che usa capsule o cialde con la pressione che può salire sino a 15 atmosfere.

Quello che scende in tazza è una bevanda dal sapore di espresso sempre uguale, amara, acida, lontana dall’espresso.

Inoltre, essendo made in Cina, spesso nasconde materiali e finiture ad alto rischio per la salute a causa di una pressoché totale mancanza di controlli.

La vera macchina espresso è un altra cosa: un concentrato di tecnologie e di materiali di qualità, in grado di estrarre davvero il miglior aroma dalle cialde, dalla tradizionale polvere di caffè, dalle capsule.

Con il macinatore integrato fornisce quello che gli esperti chiamano il vero segreto delll’espresso, la macinatura fresca. L’unica che riceve dal chicco non ossidato da lunghe conservazioni, la concentrazione massima di olii saporitissimi, di gusti multiformi e di inconfondibili profumi.

In conclusione, la scelta è o la moka (che comunque sa trarre il massimo anche dal caffè non macinato fresco) o la superautomatica fabbricata in Italia. E per questa macchina, una dote in più: tutte le possibili combinazioni con il latte e la cioccolata montati come al bar.

Paola Guidi