domenica 24 Ottobre 2021

Mercati: ecco perché i torrefattori italiani importano sempre più caffè robusta dall’Uganda

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MILANO – I mercati del caffè ripiegano in territorio negativo, dopo il rally di martedì. L’Ice Arabica arretra di 450 punti e conclude la giornata a 208,65 centesimi. Le prese di beneficio sono state favorite dallo svalutarsi della moneta brasiliana, ai minimi degli ultimi 5 mesi e mezzo sul dollaro. Giù anche l’Ice Robusta (-0,6%), che chiude a 2.133 dollari.

Da notare, per quanto riguarda Londra, l’attenuarsi della situazione di mercato inverso e il formarsi di uno squeeze sulla seconda posizione.

Gli analisti osservano che i futures degli arabica si sono rivalutati dei due terzi (+66,7%) dall’inizio dell’anno. Un rialzo che supera addirittura quello del contratto newyorchese sul petrolio, che ha guadagnato, nello stesso periodo, il 65,6%.

Ma più che l’andamento dei mercati a termine, ciò che preoccupa al momento gli operatori è la sempre più limitata reperibilità del caffè sul mercato fisico, dovuta alla grave crisi logistica in atto.

Gli addetti ai lavori sentiti da Comunicaffè in questi giorni confermano che le industrie del caffè in Europa incontrano crescenti difficoltà ad approvvigionarsi in materia prima.

Così i mercati del caffè robusta

Sul fronte dei robusta, i commercianti crudisti ci confermano che i costi di trasporto di un container dal Vietnam sono in alcuni casi decuplicati rispetto ai tempi normali.

Ciò contribuisce a spiegare il boom di importazioni dall’Uganda (+24% nel primo semestre) sostenuto, a sua volta, dal forte incremento di raccolto registrato da questo paese.

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