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MILANO – La forza del dollaro ha condizionato l’andamento dei mercati del caffè nell’ultima seduta del 2025. Così, il contratto per scadenza marzo dell’Ice Arabica ha ceduto i guadagni conseguiti in corso di contrattazione chiudendo, mercoledì 31 dicembre, in ribasso di 145 punti, a 348,75 centesimi: il 9% in più rispetto all’ultima chiusura del 2024. Scenario opposto nella prima seduta del 2026: il real in recupero sul dollaro ha spinto verso l’alto il benchmark, che ha guadagnato 855 punti chiudendo a 357,30 centesimi, venerdì 2 gennaio.
A Londra, il contratto per scadenza marzo ha chiuso con guadagni minimi (+4$) terminando a l’anno a 3.949 dollari, massimo delle ultime due settimane, ma in ribasso del 19% rispetto al prezzo registrato alla stessa data del 2024. Settima chiusura consecutiva in territorio positivo nella seduta di venerdì, che si è conclusa in rialzo di $5, a 3.954 dollari.
L’anno solare 2025 ha visto i prezzi del caffè a livelli senza precedenti, in termini nominali
New York ha toccato i suoi massimi storici il 13 febbraio, con il contratto principale a 425,10 centesimi. Londra il giorno prima (12 febbraio), con il benchmark a 5.821 dollari.
Guardando agli indicatori Ico, la media mensile dell’indicatore composto è precipitata, a dicembre, a 304,43 centesimi per libbra, in flessione del 7,9% rispetto a novembre (330,44 centesimi), ma superiore dell’1,6% alla media di dicembre 2024 (299,61 centesimi).
Il picco si è raggiunto a febbraio, quando la media ha toccato un nuovo massimo storico nominale di 354,32 centesimi: il 94,6% in più rispetto a febbraio 2024.
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