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Mercati del caffè in altalena tra El Niño moderato e la pioggia in Brasile

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L'andamento dei mercati nella settimana trascorsa

MILANO – La pioggia in Brasile rimane la principale variabile sui mercati del caffè. A gennaio, il livello delle precipitazioni nelle principali aree della cintura del caffè brasiliana è stato del 40% inferiore alle medie storiche. E il timore di possibili danni alle colture ha contribuito a risollevare l’Ice Arabica dopo il crollo di dicembre. Non a caso, l’indicatore Ico della borsa di New York è stato quello che ha registrato la maggiore rivalutazione mensile: +2%, contro lo 0,9% della media dell’indicatore composto. E a febbraio?

La borsa di oltreoceano ha iniziato la settimana trascorsa in recupero dalla prima seduta del mese. Lunedì 4 febbraio, il contratto per scadenza marzo ha guadagnato infatti 190 punti risalendo a 105,60 centesimi: terza chiusura più elevata dall’inizio dell’anno. Sono seguite due sedute di consolidamento.

Il 5 febbraio, il benchmark è arretrato di 75 punti, per le liquidazioni seguite al fallito attacco a un livello di resistenza recente posto in area 107 centesimi. Range ristrettissimo nella seduta di metà settimana: appena 155 punti tra minimo e massimo giornaliero. Il contratto questa volta ha guadagnato 65 punti risalendo a 105,50 centesimi.

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Fine settimana in flessione

Prezzi decisamente in discesa nella seconda parte della settimana, grazie al migliorato quadro meteo brasiliano, con il ritorno della pioggia in Espírito Santo, San Paolo orientale e Minas Gerais, dove una perturbazione proveniente da sud dovrebbe portare nuove precipitazioni anche nei primi giorni di questa settimana.

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