martedì 16 Agosto 2022

Terzi a Sanapo sulla Fiera: “Esserci è un costo troppo alto per tanti noi torrefattori”

Il torrefattore: "Ci sono tante realtà che campano con redditi di poche centinaia di euro al mese e lavorano senza, o quasi, addetti. Come possono costoro (che immagino siano numericamente la maggior parte) decidere di investire qualche migliaio di euro e diversi giorni di lavoro per una fiera?"

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MILANO – Già alla conclusione della prima giornata del World of Coffee, manifestazione che da tutto il mondo ha riunito professionisti del settore caffeicolo dell’intera filiera, Francesco Sanapo si è fatto avanti con un’osservazione rispetto alla partecipazione delle torrefazioni italiane all’evento. Una domanda lanciata agli addetti su queste pagine: dov’è l’Italia torrefattrice del caffè al Woc? Naturalmente il dibattito si è aperto a chi volesse effettivamente dare una sua replica e spiegazione: non si è fatto attendere Manuel Terzi, ben noto a tutti in questo campo, titolare del Caffè Terzi di Bologna, che si è espresso in merito alle motivazioni che potrebbero esserci dietro l’assenza di tanti dei marchi che rappresentano l’eccellenza del comparto. Noi riportiamo la sua risposta al quesito di Sanapo.

Manuel Terzi sull’intervento di Francesco Sanapo

“Voglio bene a Francesco, ma quando dice “Ci sono tanti torrefattori in Italia, perché solo 5 a Milano?”, sinceramente mi suona un po’ come: abbiamo eccellenze come la Ferrari, perché la gente compra Fiat?

Credo che ci siano tante differenti ragioni: intanto, purtroppo, non tutti hanno la fortuna di avere alle spalle gruppi potenti o multinazionali che possono permettersi di investire tempo, risorse umane e denaro per partecipare ad una fiera.

Ma a parte questo, la situazione attuale in Italia, tra prezzi al pubblico bassi, costi delle materie prime altissimi, tassazione alta, costo del lavoro alto, carenza di personale, e tutto quanto derivi dal post Covid, non è semplice per tutti. Soprattutto per i piccoli.

Ci sono tante realtà che campano con redditi di poche centinaia di euro al mese e lavorano senza, o quasi, addetti. Come possono costoro (che immagino siano numericamente la maggior parte) decidere di investire qualche migliaio di euro e diversi giorni di lavoro per una fiera?

Anche io stesso, che pure mi ritengo fortunato avendo ancora oggi, dopo tanti anni di avviamento, un volume di tutto rispetto (per le mie piccolissime dimensioni) che mi permette un discreto utile, non posso permettermi di prendere uno stand a Milano.

Ma dirò di più: nonostante il desiderio, nonostante i tanti inviti, nonostante credo sarebbe stra utile, non riesco nemmeno a visitare la fiera

Perché, al di la dei costi, non avrei il tempo di abbandonare tutto, di trascurare o ritardare gli ordini, di non seguire la gestione dei negozi, che è complicata come mai prima…

Ecco, quindi: questa è la risposta a Francesco che dice che vorrebbe andare in giro a chiedere a tutti i torrefattori sul perché non sono a Milano.

Queste sono le ragioni da parte mia, le stesse che non mi consentono, per esempio, di girare tra i torrefattori a chiedere: come mai non hai preso uno stand a Milano?”.

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