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Luckin Coffee: e adesso anche la Cina annuncia sanzioni contro la ex catena dei miracoli

Luckin Coffee
Charles Zhengyao Lu, fondatore ed ex presidente della catena cinese Luckin Coffee

MILANO – Anche la Cina stringe la morsa su Luckin Coffee: al termine di una propria indagine, le autorità di Pechino hanno sostanzialmente confermato l’entità della frode perpetrata dall’ex catena dei miracoli, che aveva già portato al delisting del titolo dal Nasdaq. In un comunicato diramato venerdì, il ministero delle finanze ha confermato la contabilizzazione di 2,25 miliardi di yuan (circa 274 milioni di euro) di vendite fittizie, da aprile 2019 alla fine dell’anno scorso.

A ciò si aggiungono costi e ricavi gonfiati per rispettivamente 2,12 miliardi e 908 milioni di yuan (258 e 110,5 milioni di euro). Il dicastero preannuncia l’irrogazione di sanzioni amministrative a carico di due unità operative cinesi dell’azienda, senza fornire ulteriori ragguagli.

In un comunicato separato, l’Amministrazione statale per la regolamentazione dei mercati ha annunciato, sempre nella giornata di venerdì, l’adozione di provvedimenti contro Luckin Coffee.

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