giovedì 18 Agosto 2022

È l’estero che traina i conti della Lavazza

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I conti della Lavazza (grafico sopra) trainati dallo sviluppo dell’estero e dalla crescita delle capsule e delle macchine per caffè: nell’ultimo esercizio, 111 dei 128 milioni di crescita dei ricavi sono arrivati dalle piazze internazionali. Inoltre dalla cessione della partecipazione americana Keurig Green Mountain (8,1%), il gruppo torinese ha realizzato una plusvalenza di 822,8 milioni (su 1,16 miliardi di introito), in parte utilizzata per rilevare la francese Carte Noire per oltre 700 milioni, mentre i soci Lavazza hanno deciso di destinare 25,2 milioni degli 801 milioni di utile di esercizio ai dividenti e riportando il resto a nuovo. I particolari del 2015 di Lavazza sono emersi con la pubblicazione del bilancio consolidato.

antonio baravalle lavazza
Antonio Baravalle

L’azienda guidata da Antonio Baravalle poteva finanziare interamente l’acquisto di Carte Noire, contando, a fine esercizio, su una posizione finanzia netta positiva per 1,35 miliardi. Ha scelto però di rimanere liquida: a febbraio ha sottoscritto un corporate loan a 5 anni, a tasso variabile, per un importo di 400 milioni con un pool di quattro banche (club deal). E il mese successivo lo ha convertito in tasso fisso mediante un’operazione di Interest rate swap.

Lavazza ha destinato 5,3 milioni per la dismissione dello stabilimento di Verres e 11 milioni per le operazioni di trasferimento nel centro direzionale di Torino.

A bilancio la danese Merrild

L’anno scorso il gruppo Lavazza ha registrato volumi in crescita del 4,4% e un fatturato di 1,47 miliardi (comprende per un trimestre la danese Merrild), in crescita del 9,6%.

La società ha aumentato i ricavi esteri da 665 a 777 milioni (di cui 307 extra Ue) e l’incidenza è passata dal 50 al 53%. A trainare le vendite sono stati, in particolare, Usa (+35%), Regno Unito (+19%), Germania (+19%) e Francia (18%).

In generale, le vendite di caffè confezionato del gruppo Lavazza sono aumentate di 110 milioni, quelle per il caffè in capsule di circa 15 milioni a 304, a cui si aggiungono 83 milioni di macchine e attrezzature. Come spiegare il quasi dimezzamento dell’Ebit (da 156 a 72 milioni)? L’azienda lo giustifica con il maggior costo del caffè crudo, con l’incremento dei costi per servizi promozionali, marketing e comunicazione.

All’estero Lavazza ha aumentato le vendite nel canale domestico del 20% a volume e del 30% a valore, in particolare negli Usa, Regno Unito e Germania. Buona anche la performance del marchio appena acquisito Merrild che propone un caffè tradizionale. Traina il segmento del fuori casa: il business del food service balza del 13% a valore, soprattutto in Francia, Regno Unito e Usa. Brillante anche il vending, specie nel Regno Unito.

In Italia, l’anno scorso il mercato ha fatto un altro passo indietro: -2,7% a volume e +0,9% a valore grazie a un prezzo medio cresciuto del 3,8%. Ma quello che preoccupa di più è l’orientamento del consumatore verso prodotti economici. In conseguenza anche quelli marchiati Lavazza hanno perso posizioni sia a volume che a valore, soprattutto nel segmento del moka. Positivi invece i risultati nei segmenti del decaffeinato, dei prodotti in grani e dell’espresso.

Previsioni caute per il 2016

Per il 2016 la società segnala progressi delle vendite nei primi mesi e un prezzo del caffè crudo basso, ma la stagnazione dei paesi Euro e in Italia la inducono a previsioni caute. In più la imprevista Brexit lascia qualche dubbio sul futuro del business in una piazza importante come il Regno Unito, mercato test anche per il caffè solubile Prontissimo!

Emanuele Scarci

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